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Covid in Umbria, indice di contagio Rt sotto l'1 con le nuove stime del Nucleo epidemiologico

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Alessandro Antonini
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L’indice di contagio Rt in Umbria è sceso sotto l’1. Stabilmente. E’ quanto risulta dai dati forniti dal Nucleo di epidemiologia della Regione dell’Umbria. Gli indicatori sono consultabili al sito www.epicovid19umbria.org. 
All’ultimo giorno monitorato, ossia il 19 novembre, l’Rt umbro era allo 0,89, secondo il calcoli effettuati dal nucleo regionale di ricercatori e statistici.
Negli ultimi sette giorni presi in considerazione è stato in media allo 0,8. Insieme all’Umbria altre nove regioni sono sotto la soglia dell’1. Meglio del cuore verde solo Lombardia, Marche e Liguria. Quest’ultima addirittura è allo 0,64. Rt pari ad uno significa che un soggetto contagiato ne infetta al massimo uno sano. Non di più. Se invece il numero cresce, significa che un positivo può infettare più persone: così il virus si espande senza controllo. Se invece è sotto l’1, significa che le misure di contenimento messe in atto in quel momento funzionano. Il virus cioè è in fase di arresto. Fortunato Bianconi, amministratore di Umbria digitale e ingegnere dei sistemi che si occupa delle proiezioni per il nucleo di valutazione di Palazzo Donini, conferma il dato. “Sì l’indice di contagiosità del virus”, spiega Bianconi, “meglio noto come Rt, che noi calcoliamo in base ai nuovi contagiati, nella settimana tra il 12 e il 19 novembre è sotto l’1 in Umbria come in altre regioni. E’ il valore elaborato in base ai nuovi positivi, mentre quello dell’Iss (a 1,06 nella settimana tra il 9 e il 15 novembre) è calcolato sugli ospedalizzati, con data di primo sintomo, che può essere anche di qualche giorno indietro”. Insomma, quello dell’Istituto superiore di sanità sconta un ritardo rispetti ai dati reali. “Bianconi rileva che si è stabilizzata la quota dei nuovi positivi, i tamponi non sono diminuiti. Le misure restrittive stanno funzionando”. Ma anche le ospedalizzazioni si stanno riducendo. “Presumo che anche l’Rt calcolato dall’Iss si attesterà ancora intorno all’1 ma con alta probabilità anche anche quell’indicatore scenda”, conclude Bianconi. Se questa tendenza dovesse confermarsi nei prossimi giorni, la giunta di Palazzo Donini potrebbe anche decidere di allentare le restrizioni prorogate fino al 29 novembre, riaprendo alla didattica in presenza per le scuole medie. Ma serve una decisa inversione di tendenza sulla curva dei nuovi positivi. Che al momento si è appiattita, anche se ieri è tornata leggermente a salire. La possibilità di rivedere l’ordinanza è prevista nell’atto stesso. “Se durante il periodo di vigenza della presente ordinanza i dati epidemiologici dovessero continuare a migliorare segnando una decisa inversione di rotta, vi sarebbe la disponibilità a valutare almeno la riapertura parziale e graduale delle attività didattiche in presenza delle scuole secondarie di primo grado, statali e paritarie, anche con riferimento alle classi prime di dette scuole”, è riportato nell’ordinanza numero 74 del 20 novembre. 
Dove peraltro si dà conto del fatto che in Umbria “le misure adottate a livello regionale e nazionale stanno iniziando ad influire positivamente sulla curva del contagio, ma che questa tendenza deve essere confermata e valutata compiutamente nell’arco della prossima settimana”. Per questo si conferma la necessità di mantenere misure stringenti anche al fine “di contribuire ulteriormente al pieno dispiegamento degli effetti derivanti dalla applicazione delle ordinanze e del Dpcm”. Tuttavia con l’Rt sotto l’1, dovessero scendere i contagi, il ritorno in classe degli studenti delle medie - seppure graduale - non è ipotesi irreale.