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Fondo Monteluce a Perugia, nuovo "operatore" entra in affari: chiesto lo stralcio dei debiti ai fornitori

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I lavori a Monteluce

Alessandro Antonini
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Svolta nell’affaire Monteluce. Il fondo di gestione del complesso immobiliare ha scritto alle ditte creditrici informando le dell’entrata di un nuovo operatore finanziario pronto e immettere liquidità. A patto però che le imprese rinuncino a una parte del credito maturato per i lavori eseguiti e mai pagati.
Trentanove società riunite nel Consorzio Monteluce che devono ancora riprendere tre milioni di euro per gli interventi effettuati. 
La lettera firmata Bnp Paribas, il soggetto gestore del fondo, è del 2 novembre.
“Il 3 settembre scorso”, è scritto nell’incipit, “due istituti bancari del pool degli enti finanziatori del fondo hanno informato il gestore “di aver avviato interlocuzioni con un primario operatore del settore in relazione ad un’operazione di conferimento della propria esposizione creditizia in una società veicolo per la cartolarizzazione”. 
Questa operazione secondo Bnp Paribas “avrebbe le caratteristiche utili per riavviare l’attività e le opere necessarie e propedeutiche alla miglior valorizzazione dei beni immobili del fondo e, pertanto, potenzialmente idonea a superare l’attuale situazione di difficoltà”. 
E qui arriva la proposta di saldo e stralcio alle aziende che ancora devono vedere un euro. “A seguito dell’eventuale subentro di tale operatore nel finanziamento” è scritto ancora nella missiva, “l’operazione prospettata sarebbe subordinata al consenso da parte dei fornitori del fondo ad un soddisfacimento parziale del proprio credito, da definirsi nell’ambito di un accordo di rimodulazione del debito da sottoscriversi con il suddetto operatore”. 
In questa situazione scatta la proroga fino a fine anno, come già anticipato in queste colonne. “Allo scopo di garantire una continuazione positiva delle interlocuzioni dei due menzionati enti finanziari con il citato operatore primario del settore, si rende necessario addivenire alla proroga del periodo di standstill in essere fino a una data non antecedente il 31 dicembre 2020”. La lettera si conclude con una previsione funesta: “In assenza di quanto sopra non è possibile formulare valutazioni sulla continuità operativa del fondo stesso”.