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Università di Perugia, allo studio un farmaco anti Covid nei laboratori di chimica: "Può convivere con il vaccino"

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Perplessità sui vaccini per il Covid e la determinazione a portare avanti la ricerca su un farmaco antivirale per combattere il virus è la posizione del chimico Gabriele Cruciani, docente di chimica organica e Intelligenza artificiale all’Università di Perugia.
Professore, quando un vaccino sarà disponibile se le proponessero di farlo accetterebbe?
Sono favorevolissimo ai vaccini in genere, ma da persona non a rischio ci penserei. Non è passato neppure un anno dall’inizio delle ricerche e la fase dei test è stata estremamente compressa.
Che tempi sarebbero necessari? 
Mediamente un farmaco per passare dalla prima formulazione in laboratorio alla pillola in farmacia ha bisogno di 10-12 anni. Normalmente servirebbero tempi molto lunghi anche per un vaccino.

 

 

Quali potrebbero essere i pericoli maggiori?
Gli effetti collaterali a lungo termine. Sono quelli che ancora per motivi di tempo non sono stati testati. E sono pericolosi perché subdoli.
Lei sta lavorando alla sperimentazione di un farmaco antivirale contro il Covid. Ma in presenza di un vaccino può essere utile?
L’uno e l’altro possono convivere in quanto il farmaco antivirale ha costi di produzione nettamente inferiori e minori problemi di stoccaggio rispetto a quanti ne presentano alcuni vaccini, come ad esempio quello della Pfizer che deve essere conservato a temperature estremamente basse.
Come ha trovato il nuovo composto? 
Gli antivirali possono nascere al computer, attraverso un software che abbiamo progettato in Università, nel mio gruppo di ricerca. 
A che punto è della ricerca?
Il composto c’è. Può essere ancora migliorato ma è molto promettente. Ora va testato negli animali e in clinica ed è questa la fase più costosa. In questa parte i costi diventano altissimi e impraticabili se non sostenuti da enti governativi e/o privati. 
Alternative ai test sugli animali? 
Ci sono. Micro tessuti tridimensionali, organi in chip elettronici, possono fornire surrogati dei test biologici che permettono di abbassare da cento a mille volte i costi attuali.
Andrà comunque avanti?
Certo, lo farò. Per ora la sperimentazione è del tutto autofinanziata.