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Concorsopoli, interrogata per la seconda volta l'ex governatrice Marini: ha risposto ai pm sul caso Cataldi

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Catiuscia Marini (Foto Belfiore)

Alessandro Antonini
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E’ stata interrogata per la seconda volta l’ex governatrice Catiuscia Marini, indagata nell’inchiesta Concorsopoli. Dopo il primo faccia a faccia con i pm del 15 maggio 2019, l’ex presidente della Regione è stata sentita dai pm Paolo Abbritti e Mario Formisano nelle stanze della procura della Repubblica in via Fiorenzo di Lorenzo. E’ stata la difesa di Marini, nella persona dell’avvocato Nicola Pepe, a chiedere l’interrogatorio dopo l’invio dell’atto di conclusione dell’indagine sui concorsi truccati in sanità, non andato a buon fine in una prima fase per difetto di notifica: la posizione di Marini era stata stralciata rispetto alle altre 38 già in fase di udienza preliminare. Senonché dopo l’interrogatorio i pubblici ministeri potrebbero riunire la posizione di Marini con quella degli altri imputati, inviando la richiesta di rinvio a giudizio. Ma vanno valutati i tempi. Per la fissazione dell’udienza preliminare ci sono i tempi non valicabili previsti per legge: dai 20 giorni dalla ricezione del 415 bis da parte dell’indagato ai cinque per definire la data dell’udienza. Le prossime del caso Concorsopoli sono fissate per l’11 dicembre e il 22 dello stesso mese. Il 3 dicembre c’è l’udienza per i profili che hanno chiesto il patteggiamento. Marini, che si è dimessa dopo l’inchiesta anche per pressioni del suo partito, il Pd, è indagata per associazione per delinquere, insieme a Gianpiero Bocci e Luca Barberini, ex segretario ed ex assessore alla sanità, anche loro dem. L’associazione per delinquere in prima battuta è ipotizzata dai pm nei confronti di dei vertici dell’azienda ospedaliera di Perugia, Emilio Duca e Maurizio Valorosi, ma tenuta fuori dal gip dall’ordinanza applicativa delle misure cautelari. E’ stato poi il Riesame a riconoscerla . Tra le altre accuse, a vario titolo, ci sono il falso ideologico e materiale, l’abuso d’ufficio e rivelazione di segreti d’ufficio. Marini è entrata nello specifico del caso Cataldi e dell’intercettazione riferita a suo dire non alle tracce della prova, ma alle informazioni sui requisiti per partecipare. Respinta la tesi associativa e le altre ipotesi di reato. Marini sta preparando una memoria, con documenti allegati, da illustrare in udienza.