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In Umbria come a Civitanova, l'annuncio di Bertolaso: "Struttura permanente con 40-50 posti di terapia intensiva"

Fra. Mar.
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“Stiamo ragionando su una struttura più permanente rispetto all’ospedale da campo per avere un certo numero di posti letto soprattutto di rianimazione, pensiamo a 40-50, per averli sempre disponibili”. Ad anticipare le prossime mosse della giunta regionale dell’Umbria e della task force della lotta al Covid è stato ieri pomeriggio il super consulente, Guido Bertolaso, già capo della ProCiv, in diretta a Umbria Radio, nella trasmissione condotta da Pierpaolo Burattini e Federico Fabrizi. Sempre lui a spiegare che, ieri pomeriggio a Palazzo Donini si è tenuta una prima riunione ristretta per parlare di questa ipotesi. “Nei prossimi giorni faremo dei sopralluoghi così che la giunta già ai primi di dicembre potrà decidere”. Perché di una cosa Bertolaso si dice assolutamente certo: dell’arrivo della terza ondata. Che l’ex capo della protezione civile colloca attorno a febbraio. Al vaglio quindi ci sono varie soluzioni: Bertolaso in radio ha spiegato che verranno effettuati dei sopralluoghi in aree dismesse come ex ospedali e non solo. 
Poco dopo, anche l’assessore alla protezione civile, Enrico Melasecche, presente all’incontro conferma: “E’ un progetto ancora più che embrionale ma si è ragionato di diverse cose. Forse, alla fine, più che un vecchio edificio per cui si potrebbero avere problemi per la normativa antisismica o per rimetterlo a norma si potrebbe propendere per dei prefabbricati, scatole esterne anche di cemento che poi dentro possano contenere moduli attivabili man mano che servono, sul modello di Civitanova Marche . Quindi con moduli contenenti magari 14 posti letto di terapia intensiva da mettere in funzione man mano che serviranno, senza sprechi”. Dove dovrebbe sorgere? “Verosimilmente nei pressi di uno degli ospedali Dea dell’Umbria”.