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All'Umbria servono 87 medici e 218 infermieri: la Regione è pronta a chiederli anche a Esercito e Croce Rossa

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Francesca Marruco
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Il mantra viene ribadito da tutti ormai. C’è chi ha iniziato a farlo prima e chi si è accodato poi. Ma insomma, che il problema vero e reale nella sanità umbra ora sia il personale non è un segreto per nessuno. In occasione della presentazione dell’ultimo piano messo a punto dalla Regione, definito di “salvaguardia”, questo fabbisogno di personale è stato quantificato. E’ stato fatto perché è in parte indispensabile per rendere pienamente operativi i nuovi posti letti che, da soli, non curano i malati. Di fatti, è vero che l’ospedale da campo della Croce Rossa a Terni è stato consegnato, come è pur vero che non è ancora in funzione perché senza personale, al contrario di quello di Perugia dell’esercito gestito direttamente dai sanitari militari. A Terni, il commissario dell’azienda ospedaliera, Pasquale Chiarelli ha detto di poter far partire le nuove terapie intensive solo se si avrà nuovo personale. All’ospedale di Perugia, il commissario, Marcello Giannico, per far spazio ad altri 8 posti di intensiva chiude le sale operatorie e ne usa gli anestesisti
Nello specifico dunque, all’Umbria servono urgentemente 87 medici, 48 nelle strutture a gestione diretta e 39 in quelle esterne (ospedali da campo), 218 infermieri e 62 Oss. Come sta scritto nella delibera di giunta 1096 con cui il piano di salvaguardia è stato attivato, per questi “reclutamenti” si chiederà anche “disponibilità all’esercito e alla Croce Rossa”. 
Nero su bianco finisce anche quella viene definita la criticità maggiore: ovvero la mancanza di anestesisti e rianimatori. Ed è per questo motivo che la sanità regionale ha deciso di attivare un “ coordinamento umbro per la gestione delle disponibilità e per miglior utilizzo degli anestesisti e dei rianimatori”. Ciò, nelle intenzioni, dovrebbe consentire un monitoraggio e una pianificazione delle attività “al fine di garantire sia l’assistenza nelle terapie intensive sia l’operatività delle sale operatorie per l’emergenza urgenza, e per le attività elettive. Sarà data garanzia alle attività non procrastinabili come quelle oncologiche e quelle tempo-dipendenti e comunque tutte le condizioni valutate in base al rapporto rischio-beneficio”.
Intanto però, alcune cose si sono già mosse: l’ospedale di Terni ha chiuso una graduatoria per infermieri con 306 nomi. Persone che teoricamente potrebbero prendere servizio già la prossima settimana. Per i medici si procede alla contrattualizzazione degli specializzandi di anestesia e rianimazione, e qualche medico andato recentemente in pensione ha dato la sua disponibilità a rientrare.Ci sarebbero anche altri professionisti umbri pronti a rientrare. Basteranno?