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Terni, all'ospedale già attive alcune delle nuove terapie intensive . Altre 14 le finanzia Fondazione Carit

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Francesca Marruco
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Dei 10 nuovi posti di terapia intensiva all’ospedale di Terni, che nel piano di salvaguardia regionale sono stati indicati ad attivazione immediata, 3 sono già realtà. “Gli altri 7 verranno realizzati appena avremo un numero adeguato di professionisti” spiega il commissario straordinario al Santa Maria di Terni, Pasquale Chiarelli. “Nelle ultime settimane - aggiunge - abbiamo fatto lavori al piano terra, al Pronto Soccorso, per realizzare altri 5 posti di terapia intensiva”. Quindi ora ci sono 38 posti di terapia intensiva, compresi i primi 3 attivati nell’ambito del piano di salvaguardia. 
Il commissario ribadisce la decisione di aver potenziato il Pronto soccorso senza averne ridimensionato le potenzialità: “Abbiamo riorganizzato gli spazi prima dedicati alla farmacia del pronto soccorso utilizzando anche, d’accordo con la questura, gli spazi prima ad uso della polizia”. Sempre a Terni è prevista anche la realizzazione di ulteriori 14 posti di terapia intensiva. “Questi dovranno venire al terzo piano dell’edificio, al posto di ambulatori e studi medici per i quali si sta studiando altra adeguata collocazione. La direzione sanitaria sta definendo il progetto nei minimi dettagli”, spiega ancora Chiarelli. Ma dei punti fissi già ci sono: la fondazione Carit finanzierà la parte relativa all’impiantistica e alle apparecchiature. I lavori edili, per cui verrà fatto un apposito bando, saranno invece a carico del servizio sanitario regionale. I tempi di realizzazione della struttura, che nel piano di salvaguardia sono stati indicati in “45 giorni dalla data di avvio dei lavori”. Potrebbero aggirarsi attorno ai due mesi circa a partire da ora. 
Intanto, al Santa Maria di Terni, si continua a pensare anche ai pazienti non Covid. Dopo la sospensione degli interventi chirurgici non urgenti, disposta dalla sanità regionale, la cui efficacia è cessata il 15 novembre, a Terni si riprogrammano interventi. “In parte da noi, in parte negli altri ospedali indicati dai commissari di Asl 1 e 2, come Narni-Amelia e Orvieto, e altri anche nelle cliniche private accreditate”, spiega Chiarelli. Per le visite ambulatoriali invece si prospetta una riprogrammazione in altra struttura dato che all’ospedale di Terni alcune attività ambulatoriali sono erogate all’interno del corpo principale e ciò non garantisce, in alcune circostanze, la necessaria sicurezza. Il Santa Maria come gli altri ospedali non è esente dal problema carenza di personale, e anzi, con il bando per gli infermieri ha dimostrato di aver preso iniziativa, “Per me la risorsa più importante è il personale” evidenzia Chiarelli, che rivela di avere già avuto contatti anche con alcuni anestesisti che vogliono rientrare in sede.