Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Terni, consegnato l'ospedale da campo della Cri. Ultimi ritocchi al nuovo piano dei posti letto

Esplora:

  • a
  • a
  • a

I lavori sono sostanzialmente terminati, ora la parola passa all’azienda ospedaliera che dovrà stabilire l’apertura della struttura. Un giorno e mezzo di interventi, una cinquantina gli operatori e i tecnici utilizzati e venti posti di “semi intensiva” riservati ai malati Covid. L’ospedale da campo dell’ospedale Santa Maria di Terni è stato ufficialmente consegnato nella serata di ieri e già in queste ore la dirigenza dell’azienda ospedaliera sta studiando la disponibilità del personale per poter sfruttare al meglio la nuova struttura da qui in avanti. La speranza dei vertici del Santa Maria è che i nuovi posti letto possano alleggerire il carico di lavoro, in modo diretto o indiretto, per tutti i reparti dell’ospedale. Proprio con questo obiettivo ecco l’ospedale da campo, sistemato nel piazzale di fronte al Pronto soccorso. Alla struttura hanno lavorato, da venerdì mattina, un cinquantina tra tecnici specializzati e operatori della Croce Rossa, intervenuta sul campo con la sua rappresentanza umbra e con l’aiuto anche dei colleghi della sala operativa della sezione Lombardia, che hanno materialmente trasportato fino in Umbria il materiale necessario. L’ospedale da campo servirà dunque per i malati Covid a bassa intensità. Il nuovo centro comprende uno spazio per la vestizione del personale, che dovrà ovviamente seguire norme più stringenti rispetto al solito, un magazzino, i bagni e le tende con i posti degenza. Sul posto hanno lavorato anche tecnici specializzati in questo tipo di operazioni, in particolare per i cablaggi e gli allacci delle utente necessarie. Un lavoro durato complessivamente dalla tarda mattinata di venerdì fino alla serata di ieri e che ha visto gli operatori della Croce rossa lavorare senza sosta per riuscire a consegnare l’opera alla direzione sanitaria dell’ospedale Santa Maria nel più breve lasso di tempo.
E’ questo l’ultimo tassello realizzato nella regione Umbria nell’ambito del piano di ampliamento dei posti letto studiato nei giorni scorsi dalla giunta regionale, l’assessorato alla sanità con la consulenza sul campo dell’ex capo della protezione civile, Guido Bertolaso. 
Infatti, dopo i ritardi della ditta di Siena che ha comunicato l’impossibilità a consegnare l’ospedale da campo della Regione - quello finanziato da Bankitalia - con i tempi inizialmente indicati, la sanità regionale è corsa ai ripari e i primi risultati di questa accelerata sono appunto gli ospedali da campo, di Terni e di Perugia. Quest’ultimo gestito dall’esercito italiano - Reparto sanità ‘Napoli’ - già entrato in funzione da quattro giorni e che, a metà mattinata di ieri ospitava 8 pazienti , è destinato ai degenti paucisintomatici. Ci sono infatti 34 posti per malati che non hanno condizioni gravi e tre di terapia sub-intensiva. L’ospedale è dotato di diverse figure professionali tra cui un cardiologo e un anestesista: in caso di aggravamento il paziente verrebbe trasferito al Santa Maria della Misericordia. 
I due ospedali montati nelle tende dunque fanno parte a pieno titolo di quel piano di salvaguardia di cui la Regione ha messo a punto i dettagli nelle ultime ore e che domani dovrebbe essere approvato in giunta. Al vaglio della task- force c’era la vecchia clinica Porta Sole in piazza Michelotti in centro a Perugia dove dovrebbero essere ricavati alcuni posti di terapia intensiva e altri di sub-intensiva, gli spazi di Umbria Fiere, ma anche la possibilità, tutt’altro che remota, di riconvertire totalmente l’ospedale di Pantalla in Covid hospital, come accaduto a Spoleto. C’è poi il capitolo ospedale da campo Bankitalia, dopo la revoca alla ditta che si era aggiudicata l’appalto, la seconda ha assicurato tempi celeri. Sarebbero altri 26 posti letti tra terapia intensiva e sub-intensiva.