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Covid in Umbria, l'appello dei farmacisti: restituite le bombole per l'ossigeno esaurite

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L’ossigeno c’è ma i contenitori cominciano a mancare anche in Umbria. Si tratta delle classiche bombole di ossigeno per le cure domiciliari di pazienti Covid o comunque affetti da patologie respiratorie. Troppo spesso non vengono riconsegnate in farmacia e, in questa situazione di emergenza sanitaria, la questione comincia a farsi problematica. Il direttore regionale della protezione civile dell’Umbria, Stefano Nodessi, si limita a spiegare che il problema è nazionale. Augusto Luciani, presidente regionale Federfarma, aggiunge che in Umbria la situazione è ancora sotto controllo. “Tuttavia - è il suo appello ai cittadini - chiunque abbia bombole vuote è invitato a riportarle in farmacia. Dobbiamo evitare che la questione si trasformi anche qui, come in altre parti d’Italia, in un problema grande”. Ma per qualcuno un problema grande lo è già. Susanna Peppoloni, titolare della farmacia Peppoloni di Foligno, parla di una “grave carenza” registrata negli ultimissimi giorni: “Il nostro standard minimo è solitamente di otto bombole ma al momento ne abbiamo solo una – spiega preoccupata – Qualche sera fa sono venuti quattro pazienti nuovi che ne avevano bisogno ma noi ne avevamo due. Gli altri si sono dovuti rivolgere a farmacie limitrofe, anche loro in stato di bisogno”. Susanna Peppoloni spiega che le richieste aumentano di giorno in giorno e che arrivano soprattutto da case di riposo e residenze per anziani. “Ma se non riusciamo a recuperare i vuoti è difficile andare avanti”. Da qui l’invito alla collaborazione: “L’ossigeno c’è, ma come era già successo a marzo mancano i contenitori – dice Peppoloni – per questo invitiamo le persone che hanno bombole a casa, vuote o anche poco usate, a riconsegnarle in farmacia, in modo tale che la ditta che ci rifornisce possa prenderle, sanificarle, riempirle di ossigeno nuovo e riconsegnarcele piene. E ricordiamo che l’accaparramento non è consentito. Noi stiamo già chiamando tutti i pazienti registrati nei nostri elenchi a cui le abbiamo assegnate”. Il dottor Pierluigi Brustenghi, in servizio presso il San Giovanni Battista di Foligno, affida il suo appello a facebook e in poche ore ottiene centinaia di condivisioni: “E’ estremamente urgente riportare, presso le farmacie, tutte le bombole di ossigeno inutilizzate afffinchè possano essere sanificate, ricaricate e rese disponibili per coloro che ne hanno urgente bisogno in questo periodo emergenziale - scrive - Vi è forte carenza di questo dispositivo”. Antonio Papini, magazziniere della farmacia Bolli, una delle più grandi e rifornite di Perugia, spiega: “In questo momento noi non abbiamo alcuna disponibilità di bombole. Generalmente ne teniamo almeno quattro o cinque di scorta ma in questo periodo tutto è diverso. Abbiamo una lunga lista di persone che ne hanno bisogno, come arriva una bombola la consegniamo”. Situazione rallentata ma non drammatica invece a Terni. Nelle farmacie private è più facile trovarle, ma anche nelle comunali il servizio al momento appare sotto controllo. Presso la farmacia Bianchi di via Battisti il titolare, Amleto Bianchi, fa sapere che le scorte non mancano: “Abbiamo una ditta che ci porta le bombole di ossigeno a domicilio in base alle domande e poi se le va a riprendere una volta esaurite e dunque ce le riporta, per adesso nessun problema”. In pieno centro, alla farmacia comunale di corso Tacito, la situazione è piuttosto buona: “Essendo posizionati, inoltre, all’interno della zona a traffico limitato – spiega la farmacista – non abbiamo moltissime richieste perché magari è più complicato arrivare fino a qui con l’auto, però anche da noi le scorte ci sono”. La farmacia Aita di viale della Stazione parla lo stesso di assenza di difficoltà: “Certo – dice la farmacista – rispetto a prima abbiamo meno scorte presenti in farmacia, ora ad esempio ne abbiamo due rispetto a tempi diversi quando se ne potevano avere a disposizione cinque o sei, però il ricambio non ci manca”. Spostandoci verso la periferia anche alla farmacia comunale di Gabelletta la situazione appare gestibile: “Proprio questa mattina (ieri, ndr) ho chiamato i clienti che hanno in uso a domicilio le bombole di ossigeno – afferma la direttrice – perché vogliamo capire se servono o se sono inutilizzate dentro le case, in quel caso chiediamo di restituirle o inviamo la nostra ditta a riprenderle. Per adesso comunque non ci sono grosse difficoltà”. Che la realtà ternana non abbia criticità sui vuoti delle bombole lo conferma anche il presidente dell’Ordine provinciale dei Farmacisti, Andrea Carducci: “Finora non abbiamo ricevuto segnalazioni a tal riguardo, in ogni caso – sottolinea - come Ordine, abbiamo invitato i farmacisti a telefonare ai vari clienti che ne dispongono a domicilio per controllare la situazione”.