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Corruzione e fallimenti in tribunale a Perugia, chiusa indagine per il giudice Rana e altri dieci

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Alessandro Antonini
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Buoni acquisto da 500 e 700 euro in boutique. Fino alle promesse “di interessamento per il buon esito della procedura di copertura del posto di Procuratore aggiunto della Repubblica di Perugia in favore di Manuela Comodi (la compagna, non indagata, ndr) tra l’aprile e il maggio 2019”.
Ci sono anche queste, secondo la Procura di Firenze, tra le utilità che avrebbe ricevuto il giudice fallimentare di Perugia, Umberto Rana, indagato per corruzione semplice. Tutto in cambio di nomine a favore di certi “professionisti” in particolari procedure fallimentari. Tra cui quella della Franco Colaiacovo Gold, dove gli imprenditori eugubini sarebbero stati costretti a rinunciare a tutti i loro abituali professionisti con la prospettazione di un buon esito della procedura se li avessero sostituiti con alcuni degli indagati (Giuseppe Colaiacovo è parte offesa). E’ stato notificato l’atto di conclusione delle indagini che vede iscritti nel registro oltre a Rana altri 10 professionisti, tra commercialisti e consulenti e un avvocato, con reati contestati a vario titolo che vanno dalla corruzione (solo per tre) fino all’abuso e al falso. Oltre al giudice sono indagati Patrizio Caponeri, Andrea Ceccarelli, Roberto De Bernardis, Andrea Pedetta, Corrado Maggesi, Pier Francesco Valdina, Francesco Mitridate, Andrea Nasini, Fabio Dominici e Alessio Mancini. Secondo l'ipotesi mossa dal procuratore aggiunto, Luca Turco e dal pm, Leopoldo De Gregorio, Rana è indagato per corruzione “perché quale presidente del collegio del tribunale di Perugia incaricato della trattazione dei procedimenti fallimentari, per l’esercizio delle sue funzioni, indebitamente riceveva per sé e per altri (la compagna Manuela Comodi e il di lei ex coniuge Antonello Malucelli, non indagati) utilità”. Otto i fatti sotto la lente. Tra cui anche lavori gratis alla pisicina di casa. Tutto questo avendo Rana “con Maggesi, Caponeri e Mitridate un rapporto professionale continuativo nello svolgimento dell proprio ruolo di presidente del collegio (Maggesi 22 nomine, Caponeri 31 nomine daparte del collegio fallimentale). Avendo altresì coi tre un rapporto di assidua frequentazione”. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Francesco Maresca, Francesco Falcinelli, Massimiliano Sirchi, Chiara Lazzari, Francesco Crisi e Franco Matarangolo, Silvia Marinelli, Michele Nannaroni e Patrizia Felcioloni. Tra gli indagati figura anche Andrea Nasini, presidente dell’ordine dei commercialisti della provincia di Perugia. Gli viene contestato un concorso in abuso sul caso Gold. Il suo avvocato, Nannarone, assicura l’”estraneità di Nasini” e chiederà un interrogatorio per chiarire la sua posizione.