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Terni, agenti penitenziari senza mascherine: il sindacato scrive al ministero e minaccia azioni legali

Il racconto del trasferimento in ospedale col 118 di un detenuto malato di Covid: "Operatori sanitari attrezzati per una guerra batteriologica, noi con una mascherina"

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Martedì 10 novembre 2020 un detenuto, in preda ad una crisi per il Covid, è stato accompagnato in ospedale da un’ambulanza, con gli agenti penitenziari a controllarlo. Ma se gli operatori sanitari del 118 erano attrezzati “come per affrontare una guerra batteriologica”, come peraltro è giusto, l’agente salito nell’ambulanza aveva, quale protezione, un’unica mascherina chirurgica.

E’ solo l’ultimo episodio delle problematiche che, quotidianamente, affrontano i tutori dell’ordine all’interno del carcere di Sabbione che il segretario generale del Sappe (Sindacato agenti polizia penitenziaria), Donate Capece, fa presente in una lettera indirizzata, tra gli altri, al ministro della giustizia, e relativi sottosegretari, e al capo dipartimento della polizia penitenziaria. Minacciando anche azioni legali qualora, come richiesto, non arrivino “appropriati dispositivi di protezione individuale”, oltre a “personale di rinforzo all’istituto ternano”.

Capece ricorda che, a martedì 10 novembre 2020, il numero dei detenuti positivi al Coronavirus a Sabbione ha raggiunto quota 74. “Il reparto di polizia penitenziaria di Terni - spiega il segretario - stremato e al limite della sopportazione umana, non ha ricevuto alcun supporto in termini di personale e, men che meno, in termini di dispositivi di protezione individuale adeguati e proporzionati alla gravissima situazione che sta vivendo. Il provveditore regionale, sollecitato al riguardo, non ha fatto altro che rispondere di aver proceduto alla distribuzione delle mascherine chirurgiche, in numero pari ed uguale a qualsiasi altro istituto con zero contagi. In buona sostanza 10 mascherine a testa per un mese, a fronte di una media di presenze in servizio di 27 giorni ed un uso quotidiano per otto/dieci ore consecutive”.