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Orvieto, sospesi gli interventi chirurgici all'ospedale Santa Maria della Stella. Mancano gli anestesisti

Positività al Covid da parte di personale di Ostetricia e Ginecologia, ma il punto nascita del nosocomio funziona regolarmente

Davide Pompei
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Sono state temporaneamente sospese le attività chirurgiche programmate al Santa Maria della Stella di Orvieto, in provincia di Terni, dal momento che, a livello regionale, ci si sta predisponendo per affrontare i nuovi sviluppi dell'emergenza sanitaria. C'è, infatti, bisogno di anestesisti presso le strutture Covid. Pienamente operativo, invece, grazie all'apporto di altre professionalità afferenti al dipartimento aziendale materno infantile diretto dal dottor Fabrizio Damiani, il punto nascita del nosocomio.

Lo assicura la direzione strategica dell'Usl Umbria 2, presente ad Orvieto con il direttore sanitario, Camillo Giammartino, dopo che ieri sono state registrate alcune positività tra gli operatori sanitari nella struttura complessa di Ostetricia e Ginecologia. Non ci sono casi di positività tra i pazienti correlati all'infezione. Come accertato dall'indagine epidemiologica, il contagio è avvenuto al di fuori della struttura ospedaliera per poi diffondersi nel reparto.  Sono attive tutte le misure di prevenzione e contrasto alla diffusione dell'infezione, comprese la sanificazione e igienizzazione di alcuni locali e test ai contatti stretti.

“La situazione – assicurano dall'Usl Umbria 2 – è sotto controllo ed attentamente monitorata dalla direzione sanitaria dell'azienda e dalla direzione ospedaliera”. Da sabato 7 novembre a lunedì 9 novembre 2020, in 72 ore, il sindaco, Roberta Tardani, ha firmato, intanto, altre 24 ordinanze di isolamento contumaciale domiciliare per altrettanti residenti risultati positivi e provveduto alla revoca dello stesso provvedimento per 15 cittadini risultati guariti dopo il tampone di controllo. Sono 142, dunque, quelle in vigore. Da settembre ad oggi nel territorio del distretto sanitario sono stati effettuati 4.757 tamponi. Di questi 4402 sono risultati negativi, 337 positivi, 20 non valutabili. E ancora 1.315 i test sierologici, di cui 76 positivi. La maggior parte delle persone positive ha tra i 40 e i 64 anni (34 per cento). A seguire: tra 18 e 39 (22,5 per cento), dai 65 ai 79 anni (15 per cento), 14-17 e 6-13 con la stessa percentuale (11 per cento), più di 80 anni (5,2 per cento). La maggior parte dei contagi avviene in ambito familiare.