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Covid Umbria, l'ospedale da campo dell'Esercito quasi pronto. Giovedì i primi pazienti

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E’ già stata completamente montata l’ossatura esterna dell’ospedale da campo dell’Esercito allestito nell’area adiacente l’eliporto dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia. I militari del 10° reparto di sanità Napoli, alle dipendenze del comando supporti logistici di Roma, stanno lavorando giorno e notte per terminare le operazioni di montaggio già nella giornata di mercoledì  e permettere alla struttura di ospitare il primo paziente dal giorno successivo, giovedì. L’ospedale da campo dell’Esercito offrirà prestazioni di tipo clinico-assistenziale nei confronti di pazienti con infezione da Covid confermata da test, che rientrino nella categoria dei cosiddetti paucisintomatici, vale a dire che presentano sintomi lievi o molto lievi. La struttura potrà avere una capacità ricettiva di 34 posti letto di degenza ordinaria e tre posti letto di degenza sub-intensiva ma questi numeri potranno essere rimodulabili in base alle esigenze. Tutto il personale operativo all’interno dell’ospedale da campo sarà dell’Esercito – quindi medici, farmacisti, infermieri, operatori logistico sanitari e operatori socio sanitari militari – e avrà diretto contatto con l’Azienda Ospedaliera di Perugia che renderà disponibili tutti i dispositivi di sicurezza, i farmaci, i gas medicali e i dispositivi monouso necessari alla corretta prosecuzione dell’attività assistenziale, le prestazioni di radiodiagnostica e di medicina di laboratorio, di medicina e chirurgia specialistiche, l’assistenza di terapia intensiva e di tutte le eventuali prestazioni di urgenza ed emergenza.L’intervento rientra nel piano di salvaguardia presentato dalla Direzione Salute, vede la collaborazione della Protezione civile regionale e della stessa Azienda ospedaliera di Perugia e rientra tra le attività volute dal Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, gestite e coordinate dal Coi (Comando operativo di vertice interforze) per supportare quanto più possibile il Paese in questo momento di difficoltà dettato dalla emergenza epidemiologica.