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Perugia, bene il primo week end di sconti. I commercianti ora pensano all'orario continuato

Sabrina Busiri Vici
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Il primo sabato di sconti con il “Bonus Iva” nel centro storico di Perugia  ha registrato picchi fino a un +30% negli acquisti. I commercianti hanno lanciato, per tutto il mese di novembre, l’iniziativa promozionale con ribassi del 22% sui negozi non alimentari. Nel primo weekend anche bar e ristoranti hanno aderito con sconti del -10%.

“Un primo bilancio senza dubbio soddisfacente, la clientela ha soprattutto preso atto che gli sconti sono reali e ha compreso le esigenze del momento. I commercianti, dal canto loro, stanno facendo di tutto per venir incontro alle difficoltà”, commenta Gianluca Alimenti del consorzio Perugia in centro che ha promosso l’iniziativa insieme alla Confraternita del Sopramuro e Perusia Futura. A una lista di una trentina di esercenti adesso se ne sono aggiunti altri per un totale di oltre 50, anche se il passaggio dell’Umbria da gialla ad arancione comporterà da domani la chiusura di bar e ristoranti al pubblico, con la sola apertura dell’asporto fino alle 22.

“Sabato scorso finalmente abbiamo rivisto la gente in centro entrare nei negozi dopo una settimana in cui non abbiamo fatto un euro - riporta Paolo Mariotti, titolare del negozio di abbigliamento Anilù -. La chiusura dei centri commerciale ha aiutato. I flussi hanno interessato un po’ tutte le categorie merceologiche e il viavai è stato continuo durante tutto l’arco della giornata. Alla chiusura dei bar, il centro però si è spento”. Da qui l’idea di Mariotti, che troverà conferma a prescindere dalle nuove disposizioni dettate dall’emergenza sanitaria: “Almeno il sabato - propone - potremmo adottare l’orario continuato a iniziare dalle 10/11”.

Soddisfatti di un interesse verso il centro storico nel fine settimana anche i titolari dei bar. “Nella ristorazione, a prescindere dagli sconti, i numeri ci sono e le iniziative di marketing dimostrano di funzionare. Il provvedimento appena arrivato doveva essere varato prima avremmo evitato il peggio. Nella ristorazione c’è chi continuerà con l’asporto e le consegne a domicilio. Io chiudo e metto i ragazzi in cassa integrazione”, commenta Gianni Segoloni de Il Bistrot in piazza Matteotti. “I pranzi in questi giorni sono sempre stati movimentati, sconti e non sconti, e la sera gente seduta al tavolino fino all’ultimo, devi proprio spegnere le luci per mandare vie le persone ”, conferma Giuseppe dello Snack Bar.

E nonostante tutto si pensa al Natale. “Non molliamo - anticipa Mariotti - stiamo già pensando ad altre iniziative per attrarre gente, più social e meno live”