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Emergenza Covid in Umbria, nuovo report dell'Iss: aumentano i focolai, indice Rt a 1.53

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Alessandro Antonini
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Scende l’indice di contagio, anche se resta sopra l’1,5 (1.53). Sale la soglia di criticità delle ospedalizzazioni, in particolare quella della terapia intensiva. Soprattutto, arrivano a 3.211 i nuovi casi di positivi non riconducibili a catene di trasmissione già note. Uno de fattori che indica il rischio di trasmissione fuori controllo. Cresce il numero di nuovi focolai: indicatore critico soprattutto se sono toccati Rsa, case di riposo e ospedali. E’ quanto emerge dall’ultimo report di monitoraggio del Ministero della Salute e dell’Iss per l’Umbria, con dati relativi alla settimana 26 ottobre-1 novembre. Nonostante siano numeri già datati, rappresentano gli indicatori che in settimana decreteranno la fascia di rischio della regione: in base a questi parametri è concreta la possibilità di un passaggio dal giallo del rischio moderato all’arancione del rischio medio alto (stop spostamenti tra comuni e tra regioni, stretta sulla ristorazione) ma solo a partire dal week end. Tutto comunque è relativo alle condizioni delle altre regioni: pagelle e colori saranno frutto di un’analisi comparativa. E diverse realtà sono in deciso peggioramento, oltre gli stessi dati del cuore verde.In Umbria l’’indice di contagiosità Rt è 1.53, se considerato il dato medio sui 14 giorni, scende a 1.44 se basato sulla data di inizio sintomi. Nel monitoraggio precedente era 1.67 quello medio e 1.45 quello puntuale. I nuovi casi calcolati sull’incremento delle settimane precedenti sono il 43%. La settimana prima erano all’80%. La percentuale dei tamponi positivi sul totale dei tamponi è in aumento: dal 20,2% al 31,2%. Ma accelera la capacità di diagnosi: il tempo mediano tra la data inizio sintomi e la data di diagnosi passa da tre giorni a uno quando la soglia è di cinque. Passano 24 ore di media tra la data di inizio dei sintomi e l’isolamento. Sul fronte del personale, ossia la percentuale di risorse umane dedicate all’individuazione dei positivi - la ricerca dei contatti, il loro monitoraggio e l'attività di prelievo e invio dei test dei laboratori - l’Umbria è a due ogni 10mila abitanti (173 in ottobre) su una soglia di uno per 10mila. Ma se è 1,5% per il prelievo e le analisi (131 operatori), è allo 0,5% per il tracciamento (46). Per quanto riguarda i focolai attivi nel complesso, si scende da 283 a 263 nell’ultima settimana monitorata. Ma il numero dei nuovi focolai cresce: da 95 a 105. C’è un incremento del numero di nuovi casi di infezione non associati a catene di trasmissione note: da 2.106 della settimana precedente a 3.211 dell’ultima monitorata. Il tasso di occupazione dei posti letto totali di terapia intensiva per pazienti Covid è al 40%. Il livello di allerta è del 30%. La settimana precedente era al 25%.Qui l’Umbria paga l’approccio modulare degli incrementi dei posti, che da oggi dovrebbero arrivare al massimo di 127. Secondo i vertici sanitari è stata una procedura inevitabile, dato che per allestire le Utir occorre sguarnire di professionisti (anestesisti e pneumologi) gli altri reparti. Questo va fatto in base l’aumento dei ricoveri. Il tasso per i posti letto di area medica occupati da contagiati è al 40%. Valore soglia. La settimana prima (19-25 ottobre) era al 26%. Lo stesso report indica che “non ci sono comuni da considerare zona rossa”. E’ pure questo un indicatore, stavolta positivo, della tenuta dei servizi sanitari.