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Covid Umbria, accordo con l'Università per potenziare il tracciamento

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Nuove leve in arrivo per ripristinare e potenziare il sistema di tracciamento in Umbria. E’ stata sottoscritta la convenzione tra Regione, Università degli Studi di Perugia e Ordine dei medici di Perugia e Terni per la riorganizzazione del sistema regionale di identificazione e isolamento dei casi e per il contact tracing, strumento definito dal mondo scientifico fondamentale per tentare di mettere un freno alla diffusione del virus. L’accordo è stato approvato con delibera 1047 del 4 novembre. L’Università di Perugia, nella particolare situazione di difficoltà del sistema legata al numero dei casi di infezione da Sars Cov 2 e alla tendenza incrementale del fenomeno, si impegna a consentire lo svolgimento del contact tracing a dottorandi, medici in formazione specialistica, studenti e laureati Medicina e Chirurgia. Secondo quanto era stato annunciato dalla presidente della Regione, Donatella Tesei, saranno almeno 150 le nuove figure inserite in questa attività di contact tracing che permette di identificare i contatti avuti dalla persona risultata poi positiva e di avvisarli. Un’attività imponente che, proprio per i numeri raggiunti dalla pandemia in Umbria, nelle ultime settimane era totalmente saltata. I contatti, infatti, sono le persone che hanno avuto un “contatto”, appunto, stretto con un caso confermato di Covid quando questa persona era già sintomatica o nelle 48 precedenti il prelievo e si estende ino all’isolamento della persona sottoposta a test. Sono considerati contatti stretti, le persone conviventi nelle stessa casa, un contatto a una distanza inferiore a un metro e mezzo e per più di 15 minuti senza protezione appropriata, un contatto diretto senza dispositivi di protezione.
Ovviamente saranno rigidissimi i protocolli di sicurezza cui anche i tirocinanti dovranno attenersi.