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Concorsi truccati all'ospedale di Perugia, richiesta di non luogo a procedere per Zenzeri. Memoria contro le denunce dell'ex primaria

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Alessandro Antonini
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I provvedimenti disciplinari presi nei confronti di Susanna Esposito non sarebbero stati una “ritorsione, da parte di Serena Zenzeri, ma solo un obbligo di legge. Non solo: Esposito l’avrebbe tirata in ballo per “risentimento”. E’ scritto nella memoria che ha portato alla richiesta di non luogo a procedere per Zenzeri, allora direttore degli Affari generali. Una relazione che prova a smontare (in parte) le ricostruzioni nei confronti di quest’ultima da parte di Esposito, ossia l’ex primario di pediatria (non indagata, oggi apicale a Parma) che ha prodotto uno degli esposti da cui è nata l’inchiesta Concorsopoli. E’ quanto emerso nell’udienza preliminare di martedì. Se per altri casi risulterà decisiva la non ammissibilità delle intercettazioni per sostenere il reato di abuso d’ufficio, nelle 24 pagine firmate dagli avvocati di Zenzeri, Claudio Lombardi e Luca Gentili, depositate martedì stesso, viene sostenuta la tesi che il reato di abuso non è stato commesso. I pm, con la richiesta al gup di non luogo a procedere, hanno convenuto che non ci sono elementi sufficienti per sostenere l’accusa nel dibattimento. E hanno concluso affinché il giudice emetta sentenza “perché il fatto non sussiste”. I legali innanzitutto sottolineano come nel primo dossier sul caso Orlacchio prodotto dalla Esposito, nel settembre 2018, sono coinvolti i dirigenti apicali dell'azienda ospedaliera ma non Zenzeri, “né per quanto concerne l'eventuale imparzialità e, neppure, in ordine al fatto che la stessa potesse già conoscere i dettagli della vicenda Esposito”. E' con gli esposti di ottobre e dicembre e con le dichiarazioni spontanee di gennaio 2019 che viene tirata in ballo anche Zenzeri. “Le doglianze - scrivono Lombardi e Gentili - sono pretestuose e, sostanzialmente, non corrispondenti a verità. Per di più le affermazioni della professoressa Esposito contenute nel secondo esposto del 24 dicembre 2018 e quanto riferito a verbale di spontanee dichiarazioni rese al pm l’11 gennaio 2019, rispetto a quanto contenuto nel primo esposto, appaiono anche ‘inquinate’ da un evidente risentimento che la stessa Esposito, a questo punto, nutre anche nei confronti della dottoressa Zenzeri per aver la stessa partecipato alla Commissione che ha irrogato, nei suoi confronti, in data 10 dicembre 2018, la sanzione disciplinare”. Secondo i due difensori i passaggi maggiormente rilevanti delle dichiarazioni di Esposito nei confronti di Zenzeri “non solo non hanno ricevuto riscontro in altre fonti di prova ma hanno, al contrario, ricevuto smentita”. Lombardi e Gentili,in attesa che il gup Angela Avila si pronunci nel merito, si ritengono soddisfatti per la richiesta di non luogo a procedere da parte dei pubblici ministeri Paolo Abbritti e Mario Formisano nei confronti della loro assistita. In particolare Lombardi sottolinea che i due “hanno dimostrato come va interpretato il ruolo del pubblico ministero, teso alla ricerca della verità. Con questa condotta fanno onore alla magistratura”. L’udienza preliminare di Concorsopoli, che fino a martedì si è tenuta all’auditorium dell’istituto Capitini, prosegue da remoto domani 6 novembre. Quando ci sarà la discussione per gli imputati di minor rilievo, sul fronte delle accuse mosse. Altre udienze fissate per il 9 e per il 22. Nell’ultimo giorno ci saranno le arringhe dei principali imputati. Intanto Nicola Pepe, l’avvocato di Catiuscia Marini, l’ex governatrice anche lei indagata, ha chiesto l’interrogatorio. Il secondo, dove Marini punta a chiarire la sua posizione per l’accusa di associazione per delinquere e per la contestazione di rivelazione di segreti relativa al caso Cataldi.