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Ricostruzione, Cardella: bisogna fare presto ma nel rispetto delle regole

L'ex procuratore nominato supervisore della legalità dal commissario Legnini

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“Serve garantire una ricostruzione in tempi rapidi ma chiara e trasparente, nel rispetto delle regole”: a parlare è Fausto Cardella, ex procuratore generale presso la Corte di Appello di Perugia nominato dal commissario Giovanni Legnini, supervisore della legalità dei cantieri e delle ditte che vi operano per scongiurare la possibilità di lavoro nero e infiltrazioni criminali. “Il rischio di infiltrazioni mafiose nella ricostruzione post terremoto c’è sempre ed è anche molto elevato: intorno alla ricostruzione girano tanti soldi e questo finisce inevitabilmente per attirare l’attenzione della criminalità organizzata, un po’ come fa il miele con le api - evidenzia Cardella - Per questo è necessario mantenere alta l’attenzione, è importante prevenire e prendere adeguate contromisure”. L’ex procuratore, che entra a far parte della struttura commissariale a titolo completamente gratuito, si è già messo al lavoro per incontrare i rappresentanti istituzionali delle undici province del cratere che dovrà monitorare. Cardella prenderà in mano, come annunciato dallo stesso Legnini, l’intero dossier sui controlli di legalità: “Non possiamo permetterci infiltrazioni, né lavoro nero, né che i diritti vengano calpestati”, aveva ribadito il commissario annunciando la nomina. A pesare sulla scelta anche l’esperienza dell’ex procuratore a L’Aquila dove, prima di arrivare a Perugia, gestì la fase del post-sisma. “Ho accolto positivamente l’invito del commissario Legnini - spiega Cardella - anche perché mi sono sempre sentito molto vicino alla popolazione del centro Italia colpita dal sisma e sono contento di avere la possibilità di fare qualcosa di concreto per queste persone”.
Nei giorni scorsi, peraltro, Cardella è stato anche nominato presidente della Fondazione Umbria contro l’usura. “Due incarichi idealmente collegati - spiega - perché in entrambe le situazioni ci sono persone in difficoltà e altre che in qualche modo cercano di approfittarne. Il ruolo della Fondazione, in un momento così complicato, assume un ruolo ancora più determinante, diventa uno strumento decisivo per alleviare il peso di chi sta attraversando problemi di natura economica”. Cardella si è messo al lavoro già dal primo giorno della nomina. “La Fondazione non dà soltanto sostegno alle vittime dell’usura - spiega - ma anche a coloro che rischiano di cadere nella rete cercando di eliminare gli ostacoli che si possono incontrare nell’accesso al credito e mettendo in campo iniziative a tutela della legalità. Ho avuto modo di vedere quanto fatto dalla Fondazione prima che si verificasse l’emergenza Covid e sono rimasto sbalordito davanti a numeri che da comune cittadino non avrei mai potuto immaginare - evidenzia l’ex procuratore - l’impressione, purtroppo, è che adesso la situazione sia ancora più complessa”. 
Il nome di Cardella era venuto fuori anche a ridosso delle elezioni regionali come candidato alla presidenza caldeggiato da una parte del centrosinistra. Ma lui rifiutò a priori e non se ne fece nulla. “Se tornassi indietro rifarei esattamente la stessa scelta - dice ora - ritengo che la politica abbia bisogno di gente formata, non di improvvisazione”.