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Umbria, medici e pediatri pronti per fare i test rapidi ma fuori dagli ambulatori: Di Stefano svela i dettagli

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Tamponi negli ambulatori privati: c’è l’accordo. Pediatri e medici di base in Umbria sono disponibili. Ma non all’interno dei propri studi. “Siamo pronti a partire, dobbiamo solo concordare con la Regione la modalità più opportuna e a una sola condizione: che non siano fatti all’interno dei nostri ambulatori perché non ci sono le condizioni di sicurezza né per i medici né per l’utenza”. Gianni Di Stefano, presidente regionale della Federazione nazionale medici pediatri, fa un quadro di come si stanno organizzando in base alle disposizioni concordate con il ministro Speranza per fare test rapidi negli studi.

 

 

Di Stefano, quali sono le vostre proposte?
Sostanzialmente due: creare all’interno dei drive through spazi specifici o trovare luoghi idonei nei centri salute delle Usl.
Esclusi gli studi privati?
Assolutamente. Io, per esempio, ho l’ambulatorio al primo piano di un condominio, mi caccerebbero subito. 
Tempi per essere operativi anche in Umbria?
Il 2 novembre saremo in videoconferenza con il commissario Onnis e i vertici regionali della sanità: dovremo sapere come e quando muoverci. Certo non partiamo nell’immediato, bisognerà attendere ancora poco.
Il governo stanzia 30 miliardi per finanziare l’operazione fino al 31 dicembre. Tradotto in test per ciascun medico?
Stiamo parlando di 50 mila tamponi rapidi antigenici tra medici e pediatri disponibili da ora a dicembre. Ovvero circa 40 tamponi a medico, un test al giorno sino a fine anno. Non c’è una grande disponibilità.