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Terremoto Centro Italia, Alemanno: "Norcia è un cantiere. Ma governo e parlamento devono chiedere scusa" | Foto

Viaggio nei territori del cratere (3a puntata)

Patrizia Antolini
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In tutto 755 pratiche consegnate all’ufficio speciale per la ricostruzione, 450 istruite, 400 cantieri partiti, una metà quelli completati. Sono i dati della ricostruzione privata a Norcia, in provincia di Perugia, a quattro anni dalle scosse che fermarono il Centro Italia. Il Comune, in base alle schede Aedes, si attende 1.450 pratiche relative ai danni più gravi, 840 per quelli lievi. E’ vero: Norcia è un cantiere aperto, gru, impalcature, rumori di trapani e martelli accompagnano i visitatori che non hanno mai abbandonato il cuore della Valnerina.

E a Norcia la voglia di ripartire la respiri nelle strade, tra le botteghe dei pizzicagnoli che nonostante tutto, nonostante il Covid, continuano a far conoscere i sapori di una terra di transumanza e lentezza. Ma siamo ancora lontani. Da fare c’è ancora molto. Basta chiederlo ai nursini, basta vedere la basilica di San Benedetto ingabbiata dentro una ragnatela di tubi innocenti. Basta ascoltare il Comitato Rinascita Norcia, che ha scritto un lettera di 9 pagine al premier Giuseppe Conte, per ribadire che la ricostruzione ha fatto, e continua a fare, molta fatica a partire.

“Dopo quattro anni la ricostruzione privata finalmente è partita. I numeri e i cantieri avviati sono visibili - spiega il sindaco Nicola Alemanno - Sta finalmente muovendo i primi passi anche la ricostruzione pesante (150 pratiche consegnate, ndr). L’ordinanza 100 ha sbloccato alcune situazioni importanti che dovevano essere modificate. Ora però non c’è più tempo da perdere: questo parlamento, questo governo, devono scusarsi in qualche modo con i nostri cittadini per non aver compreso tutte le istanze che i sindaci e le regioni hanno sistematicamente rappresentato” dice Alemanno. Oltre alle prospettive del cosiddetto cantiere più grande d’Europa ora c’è pure la partita del Recovery found, “un’occasione importantissima anche per i nostri territori, che alla emergenza del Covid 19 sommano quella del post sisma e hanno bisogno di avere soluzioni per imprese e famiglie”.

Alemanno è convinto che “i lavori in fase di ultimazione alla torre campanaria del Comune, finanziati dalla fondazione Brunello Cucinelli, dimostrano che se si possono superare le pastoie burocratiche c’è la possibilità di fare presto, fare bene. Nessuno vuole superare i vincoli della trasparenza e legittimità, chiediamo solo procedure abbreviate”.

C’è poi il caso Castelluccio che merita un capitolo a parte: per la sua natura travolgente, per la sua gente tenace. “E' uno dei nostri fiori all’occhiello, un patrimonio non solo dei residenti, quasi gelosi della loro terra, ma del mondo intero - dice Almanno - La situazione è molto complessa, quasi completamente rasa al suolo ma finalmente siamo in dirittura di arrivo. Le demolizioni sono state completate e siamo ora a uno snodo. Il piano attuativo in base all’ordinanza 107, è stato convertito in programma straordinario. In altri termini riusciremo ad inserire dentro le stime anche i costi delle opere pubbliche”.

3 - Continua 

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