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Coronavirus, in Umbria in 7 giorni 2.106 casi non associati a cluster noti

Fra. Mar.
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Nell’ultima settimana considerata (dal 19 al 25 ottobre) in Umbria sono stati 2.106 i nuovi casi di contagi Covid che non risultano essere collegati a catene epidemiologiche note. In quella precedente il numero era stato di 1.172. Un numero quanto mai preoccupante che emerge dal report settimanale dell’Istituto Superiore della Sanità dà conto di come in Umbria si siano perse le redini del contact tracing e il virus rischia di diffondersi in maniera endemica. Dallo stesso report emerge comunque che, nonostante questi indicatori preoccupanti, la regione è classificata a “rischio moderato” insieme ad altre sette regioni e non a rischio elevato come altre 11. Ad ogni modo nell’analisi si stima che le regioni attualmente a rischio moderato hanno una probabilità molto elevata di progredite a rischio alto nelle prossime settimane. Insieme all’Umbria, risultano a rischio moderato: Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Molise, provincia autonoma di Bolzano e di Trento. Sono invece a rischio elevato Abruzzo, Basilicata, Calabria, Liguria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Valle d'Aosta e Veneto. 
L’Umbria dunque, al momento, non sarebbe tra quelle più a rischio lockdown mirati. Nel cuore verde infatti, il famigerato indice Rt si ferma a a 1.67, mentre in regioni come Piemonte e Lombardia sono a 2.16 e 2.09. Ad ogni modo, in Umbria nei sette giorni(19 25 ottobre) sono stati trovati 95 nuovi focolai mentre ce ne sono 283 attivi. La settimana precedente erano stati 84 nuovi e 174 attivi. Quanto al tempo mediano tra la data di inizio dei sintomi e quella della diagnosi si parla di 3 giorni: per 69 casi con data inizio sintomi, mentre per 1641 con casi sintomatici o con stato clinico non noto.