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Terni, saliti a 68 i contagiati dal Covid per il focolaio nel carcere di vocabolo Sabbione

Effettuati 200 tamponi a tutto il personale della polizia penitenziaria e ag.li altri addetti della casa circondariale

Simona Maggi
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Duecento i tamponi effettuati giovedì 29 ottobre 2020 al personale di polizia penitenziaria e a coloro che lavorano all'interno del carcere di vocabolo Sabbione, a Terni. E' atteso nella giornata di venerdì 30 l'esito per sapere se la curva dei positivi salirà ancora.  

Non si arresta il focolaio Covid 19 nella casa circondariale di Terni. Da 62 detenuti positivi, che non presentano sintomi, di mercoledì si è passati in 24 ore a 68, su 514 reclusi, con tre ricoveri. Intanto  all'interno del carcere, è stata già allestita una sezione Covid che potrebbe essere raddoppiata qualora i casi dovessero aumentare. Era stata ventilata l'idea di uno spostamento di detenuti risultati negativi al tampone, ma ancora non sembra esserci nulla all'orizzonte.

Tra coloro che lavorano all'interno della casa circondariale e soprattutto tra il personale di polizia penitenziaria c'è preoccupazione per il focolaio che non si arresta. Torna a farsi sentire  il segretario nazionale, Roberto Esposito, Sarap (Sindacato autonomo ruolo agenti penitenziaria).: “Il fallimento della gestione dell'istituto penitenziario di vocabolo Sabbione - sottolinea - porta i contagi a 68, il Sarap chiede sostegno per il personale di polizia penitenziaria dell'istituto di Sabbione che ormai è stremato da turni massacranti per fronteggiare gli errori commessi dal vertice amministrativo di Terni. Il Sarap chiede al provveditore della Toscana una ricognizione all'interno del provveditorato di competenza per conoscere la disponibilità di personale da inviare in missione per sostegno al personale. Giovedì sono stati effettuati come aveva sollecitato il Sarap, tamponi a tutto il personale di polizia penitenziaria sperando che nei giorni a venire non si debba rafforzare il nostro pensiero s,ulla discutibile gestione che abbiamo assistito fino ad oggi e abbiamo contestato sin da quando i numeri ancora non salivano in maniera esponenziale come sta invece accadendo”.

La tensione è alta e i detenuti positivi al Covid 19 che continuano ad aumentare non tranquillizzano gli animi del personale di polizia penitenziaria che oltre a fare turni massacranti non ha in dotazione mascherine e guanti. “ Chiediamo – conclude Roberto Esposito - di poter ricevere in dotazione al personale kit di protezione individuale per poter svolgere in sicurezza il nostro lavoro a contatto con i detenuti risultati positivi e delle sanificazioni giornaliere dei locali a loro dedicati per poter prevenire un ulteriore crescita esponenziale dei casi e poter riprendere in mano questa situazione da prima gestita male ed ora divenuta ingestibile”.