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Ricostruzione, il comitato di Norcia scrive a Conte: dopo quattro anni ancora tutto fermo

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Si rivolgono direttamente al presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, i rappresentanti del comitato Rinascita Norcia che chiedono aiuto per sbloccare la ricostruzione. Una lunga e articolata lettera inviata per conoscenza, in occasione del quarto anniversario della scossa più devastante per la Valnerina, anche al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a tutti i ministri al commissario straordinario Giovanni Legnini, e ai soggetti direttamente interessati, come Comune, Provincia e Regione. E, per finire, alla magistratura contabile. “La situazione più drammatica che stiamo vivendo è quella della mancata ricostruzione delle opere pubbliche, con il conseguente danno per l’erogazione di servizi essenziali per la collettività - scrive il comitato - Un territorio terremotato può rinascere se oltre alla ricostruzione delle case, può contare su servizi pubblici funzionanti ed efficienti, come la sanità, la scuola, i servizi sociali, i trasporti, i luoghi della cultura, i collegamenti, i sistemi di sicurezza e di emergenza, ma anche sulla presenza in zona di istituzioni e di uffici al servizio di una comunità posta in zona montana e lontana più di cento chilometri dal Capoluogo di Provincia e Regione”.
Una ricostruzione demandata a più soggetti istituzionali, Stato, Regione, Provincia e Comune, e che è sottratta all’intervento diretto del commissario straordinario, viene specificato nella missiva. “Ma a prescindere dal soggetto attuatore - si evidenzia ancora - lo stato dell’opera ha un comune risultato: la mancata ricostruzione di queste essenziali strutture, a quattro anni dal sisma. Per non parlare poi della mancata rimozione delle macerie in diversi centri abitati del Comune o la mancata messa in sicurezza del patrimonio storico artistico religioso”. Il comitato chiede che la competenza della ricostruzione di alcune di queste opere pubbliche ritorni al commissario straordinario con poteri speciali in caso di urgenza. “Siamo stanchi di promesse, di prese in giro, di sciacallaggi istituzionali, di sottrazione di risorse e servizi o peggio di sentirci dire che va tutto bene, tutti comportamenti che alla lunga tolgono alla gente l’unica spinta a restare in un territorio disastrato dal sisma, e cioè la speranza di poter rinascere e poter rivivere una vita normale come prima - scrive il comitato - L’alternativa è lo spopolamento, un processo purtroppo che già è in atto anche favorito da alcuni provvedimenti emergenziali. Ciò che più ci duole di questa situazione è che ci viene detto che la causa di questi ritardi è la burocrazia e la complessità delle procedure. Ma facciamo notare che è la stessa burocrazia che ha permesso in altre realtà di ricostruire già le opere pubbliche”. Segue un lungo elenco che comprende ospedale, scuole, caserme, sedi istituzionali: tutto ancora in alto mare.