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Perugia il ristorante Balestruccio non si arrende al Covid e offre spazi per smart working

Il locale di Ferro di Cavallo si è riconvertito e specializzato in colazioni, aperitivi, caffetteria e reinventato coworking

Sabrina Busiri Vici
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Lina Angelucci, titolare del ristorante Balestruccio insieme al marito Fabrizio Nofri Onofri, in pochi giorni ha cambiato l’identità del locale costretta dalle nuove disposizioni. Pronta, comunque, a tornare alla versione originale non appena i tempi lo consentiranno. Così il ristorante pizzeria di Ferro di Cavallo si è riconvertito e specializzato in colazioni, aperitivi, caffetteria e reinventato coworking. “Siamo aperti - spiega Angelucci - continuativamente dalle 9 alle 18. Oltre al pranzo serviamo anche bakery e mettiamo a disposizioni gratuitamente dei nostri clienti una linea wi-fi velocissima e ampi saloni dove per poter lavorare in smart working”. L’idea è venuta a Fabrizio e Lina quando il dpcm ha imposto la chiusura serale, core business del locale. “Speriamo che adesso ci lascino almeno lavorare a pranzo. Perché con l’asporto e le consegna a domicilio riusciamo a fare ben poco. Tra l’altro qui siamo io e mio marito a coprire il grosso del lavoro, ma chi deve appoggiarsi a servizi esterni non può farcela”. A dare speranza anche un gruppo nutrito di fedelissimi. “Ci siamo resi conto - prosegue Lina - di avere una clientela molto affezionata che non ci ha abbandonato. E questa è già una soddisfazione anche se le nostre entrate sono drasticamente calate: il sabato qui realizziamo normalmente 250 coperti, per lo più nelle ore serali. Adesso, nell’arco dell’intera giornata, vediamo fra le 30/40 persone”. E i conti di fine mese arrivano per tutti. “Al Balestruccio abbiamo nove dipendenti a tempo pieno conclude -. Nessuno ancora in cassa integrazione anche se ne abbiamo fatto domanda. Ma, se dovessero subentrare altre restrizioni, dovremo pure noi ricorrere alla cig. Per il momento confidiamo nella nostra capacità di reinventarci”.