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Aziende top: Conad, Ast ed Eurospin sul podio dell'Umbria

 Il presidente di ESG89, Giovanni Giorgetti

La classifica elaborata da ESG89 analizzando i bilanci delle società di capitali

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Conad, Ast ed Eurospin sul podio dell’Umbria. Seguono Coop Centro Italia e Brunello Cucinelli. E’ la classifica elaborata, come ogni anno, da ESG89 Group, editore dell’Annuario Economico, analizzando i bilanci delle top società di capitali della regione (esercizio 2019). 
PAC 2000 A (Conad), dunque, è in testa con un volume di affari di 3.210.757.000 euro ed un risultato netto di esercizio di 41.844.000 euro. A seguire Acciai Speciali Terni, in questi giorni alle prese con la scelta del futuro acquirente, con 1.685.639.594 euro e un risultato di esercizio negativo di quasi 2mln. In terza posizione Eurospin Tirrenica di Magione con 861.060.000 euro e un utile netto di 44.557.000 euro.
In quarta posizione Coop Centro Italia: il colosso della grande distribuzione con sede a Castiglione del Lago ha registrato un fatturato di 739.736.000 euro. Nella top five anche Brunello Cucinelli con 607.761.000 euro. Con 53.083.000 di euro di utile netto, poi, è la compagine regionale con il maggior risultato d’esercizio in termini assoluti. Fra le migliori trenta aziende per fatturato solo due società, nel 2019, registravano perdite di esercizio comunque contenute. L’anno, quindi, è stato archiviato con un sostanziale equilibrio per l’Umbria pur se con alcuni segnali storici di debolezza, come ad esempio nel comparto dell’edilizia. Da evidenziare che top 30 società in classifica registrano oltre 11 miliardi di fatturato. Le successive 150 sempre per dimensione, appena 4 miliardi. Tutto ciò a evidenziare il divario esistente fra le più grandi aziende regionali e le restanti che fanno molta fatica a crescere di dimensione. Ciò a testimonianza della necessità di una nuova politica di aggregazione per facilitare l’incremento dimensionale delle aziende e permettere loro di investire in ricerca e sviluppo, in formazione, in strategici processi digitali e nei processi di internazionalizzazione. “Tutto questo accadeva nel 2019 – ha spiegato Giovanni Giorgetti, presidente di ESG89 Group - Ora, a pochi mesi dall’approvazione dei bilanci delle società, la situazione è mutata a causa della pandemia. A questo proposito abbiamo effettuato nel mese di ottobre 2020 una ricerca di mercato su un campione significativo delle top aziende che ha evidenziato le criticità dell’anno. Solo il 18,75% delle società ha, infatti, confermato il trend di crescita anche per il 2020; il 56,25% ha evidenziato, di contro, una perdita dei volumi e il restante 25% ha dichiarato livelli stabili - ha aggiunto Giorgetti - Leggermente migliore il ‘sentiment’ sul livello del risultato di esercizio che rimarrebbe stabile o in aumento per il 62,5%. Solo nei prossimi mesi, dunque, si potranno tirare le somme di un anno fra i più difficili dal dopoguerra“.