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Perugia, Numero Zero chiude a data da definirsi. La responsabile, Vittoria Ferdinandi: non abbiamo scelta

Si ferma il ristorante speciale in cui il 50% della forza lavoro è costituita da malati psichici

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Numero Zero, il ristorante dei matti come è stato bonariamente definito, chiude a data da definirsi. “Le nuove disposizioni non ci lasciano scelta”, dice Vittoria Ferdinandi, responsabile del progetto. Numero Zero, in via Benedetto Bonfigli, è un ristorante speciale: il 50% della forza lavoro è costituito da persone seguite dai servizi di salute mentale. In genere sono sette i ragazzi che si alternano tra cucina, sala e bancone. Ma a tre di loro, sempre a causa dell’emergenza Covid, già da due settimane sono state sospese le borse lavoro. Ora le restrizioni imposte dal nuovo Dpcm, con orario di chiusura alle 18 per i ristoranti, hanno portato alla decisione dello stop. “Numero Zero è un progetto che convive durante il giorno con il centro diurno psichiatrico Fuori Porta e per noi la possibilità di aprire per il pranzo non è fattibile. I ragazzi, al mattino, sono impegnati in altre attività”, spiega Ferdinandi. Una decisione sofferta quello di sospendere l’attività aperta lo scorso novembre. “I collaboratori di Numero Zero stavano riuscendo ad acquisire una dimensione di vita dalla quale in precedenza erano esclusi - spiega Ferdinandi - Una chiusura, seppur temporanea, può essere letta da loro come un passo indietro. Ma non mi arrendo e sto già pensando a qualche altra cosa per coinvolgerli e tenerli impegnati. Per esempio la creazione di cesti natalizi”. E a proposito di Natale, il miracolo sarebbe quello di poter riaprire a dicembre per poter “sfruttare” un mese da sempre propizio per le attività di ristorazione. Intanto Numero Zero, in un post su Facebook, spiega la situazione ai clienti di sempre e aggiunge: “Questo non è un addio, non rimarremo a braccia conserte per molto, è solo un arriverderci. Riapriremo quando lo stare insieme tornerà ad essere un piacere e il Covid sarà quanto meno sotto controllo”.