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Città di Castello, Andrea Radicchi conquista la giuria di Tu si que vales

Sabato sera sul palco con i pupazzi Isidoro, Arturo e Foxy. Ora racconta: ecco come ho cominciato

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Si chiama Andrea Radicchi e fa il ventriloquo, il giovane talento umbro che lo scorso sabato sera ha solcato il palcoscenico di Tu sì que vales 2020 in occasione della settima puntata. Studente magistrale di fisica teorica all’Università degli Studi di Perugia, il 22enne di Città Di Castello ha scelto la trasmissione di Canale 5 per mostrare al pubblico la sua recente passione, la ventriloquia. Una passione scoperta da adolescente ma lasciata nel cassetto fino al conseguimento della prima laurea con lode, poi rispolverata con lo scoppio della pandemia. “A ispirarmi è stato Samuel Barletti, vincitore della quinta edizione di Italia’s got talent nel 2013. Non avevo mai visto prima un ventriloquo in televisione, è stato stupefacente osservare dei peluche parlare”, racconta l’artista tifernate. “All’epoca praticavo basket a livello agonistico, non avevo tempo d’approfondire quest’interesse, ma il ricordo della sua performance mi è sempre rimasto impresso nella memoria” e spiega di aver imparato i trucchi del mestiere da autodidatta, esercitandosi davanti allo specchio in un gioco di suoni e di espressioni facciali. Ad accompagnarlo in scena tre simpatici pupazzi, ciascuno dotato di un diverso timbro vocale e di una ben definita personalità. Sono Isidoro, un gatto pigro e mansueto perché castrato; Arturo, un cagnolone maleducato e irascibile e Foxy, una volpe astuta e provocatrice. Un dialogo a quattro acceso e dinamico tra gli animali e il ragazzo, terminato sulle note della canzone “Il gatto e la volpe” di Edoardo Bennato. Con i 4 sì dei giudici Rudy Zerbi, Maria De Filippi, Teo Mammucari e Gerry Scotti e il 91% dei voti dell’uditorio rappresentato da Sabrina Ferilli, Radicchi ha passato il turno e non solo. È stato infatti selezionato per concorrere al premio “Magico come il talento” di Tim Vision. Nel frattempo, il ventriloquo umbro è intento a perfezionare un quarto personaggio, uno stolto avvoltoio di nome Diego, e a idearne un quinto.