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Chiusure domenicali, in Umbria i piccoli negozi chiedono una deroga

Via San Rufino

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Una deroga alle chiusure di domenica per salvare le piccole attività dei centri storici: a sollecitarla alla Regione è il presidente di Confcommercio Umbria, Giorgio Mencaroni. “Molte di queste attività legate anche alla vendita di prodotti tipici come olio, formaggio o tartufo tanto per fare qualche esempio, incassano qualcosa solo nel weekend quando la gente riesce a muoversi, a volte anche per andare a pranzo fuori - evidenzia Mencaroni - Ormai anche nel fine settimana i guadagni di queste piccole attività sono limitatissimi, spesso parliamo di 150-200 euro. Quel che basta, però, per farle sopravvivere. Chiuderle significa decretarne la morte”. Non solo. “Una chiusura generalizzata rischia di provocare un effetto a catena - dice Mencaroni - perché a quel punto la gente facilmente rinuncia a muoversi e quindi anche ad andare a pranzo fuori, al ristorante. Aggravando così la situazione di un altro comparto che sta soffrendo molto in questo periodo”.  Ad Assisi, sotto l’hashtag #iononchiudo, si è costituito un gruppo di un centinaio di imprenditori del commercio che chiedono appunto alla Regione di ripensarci. Secondo i commercianti, “la delibera va ad intaccare il precario equilibrio dei flussi turistici che sono soprattutto concentrati nel weekend”. La realtà è per tutti estremamente complessa. “Lo stato d’animo predominante in questo momento nella categoria è quello di una forte ansia - evidenzia Carlo Petrini, presidente Federmoda Umbria - Nell’ultima settimana gli incassi nei negozi del settore sono diminuiti sensibilmente sino a dimezzarsi. Il pomeriggio molte attività potrebbero tranquillamente restare chiuse perché il numero dei clienti è pari allo zero. C’è grande paura, il terrorismo mediatico non aiuta - continua Petrini - La gente esce sempre di meno, non spende. Io sono del parere che dobbiamo a ogni costo salvare il Natale, dicembre è l’unico mese in grado di darci un po’ di ossigeno. Sto riflettendo sul fatto che un lockdown di 15 giorni per uscire da questa situazione sanitaria disastrosa e riprendere a vivere in vista delle feste potrebbe essere auspicabile”.