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Guerra legale tra Comune di Perugia e residenti sul torrino davanti al Sangallo: ricorso bocciato perché in ritardo

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Alessandro Antonini
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Il torrino di fronte all’hotel Sangallo porta il Comune di Perugia davanti ai giudici. Oggetto del contendere il manufatto costruito cinque anni fa davanti all’albergo, sede dell’approdo delle scale mobili. Per i due residenti che hanno fatto ricorso al presidente della Repubblica va “parzialmente ad occludere la visuale panoramica davanti alle loro abitazioni”. E’ di ieri la prima sentenza: il Tar Umbria ha accolto l’eccezione di irricevibilità del ricorso per tardività della notifica del ricorso straordinario al Capo dello Stato. Dalla documentazione versata in atti risulta infatti che l’opera in questione è stata ultimata nelle sue caratteristiche essenziali il 21 novembre 2014, sicché il ricorso straordinario al Capo dello Stato poi trasposto davanti al Tar, “appare irrimediabilmente tardivo in quanto spedito per la notifica a mezzo posta in data 30 aprile 2015, ovvero ben oltre il termine di centoventi giorni previsto per la notifica del ricorso straordinario”. A nulla sono valsi i rilievi dei ricorrenti circa il mancato completamento nell’autunno del 2014 degli intonaci esterni e del lastricato solare del manufatto.
Con ricorso straordinario notificato al Comune di Perugia in data 30 aprile 2015, Stefano Fantini e Monica Belloni hanno impugnato innanzi al Capo dello Stato il permesso di costruire 350 del 18 ottobre 2013, “avente ad oggetto la realizzazione di un torrino tecnologico a servizio dell’Hotel San Gallo di Piazza Partigiani, che andrebbe parzialmente ad occludere la visuale panoramica davanti le loro abitazioni”. Con atto di opposizione datato 28 maggio 2015, il Comune di Perugia ha chiesto la trasposizione del ricorso straordinario in sede giurisdizionale. I ricorrenti, difesi dagli avvocati Antonio Bartolini (ex assessore regionale, ndr) e Pier Francesco Valdina, hanno rilevato la “violazione del vincolo di destinazione d’uso del terrazzo, sviamento ed eccesso di potere, atteso che la realizzazione del torrino in contestazione non consentirebbe l’uso generalizzato della terrazza a favore della collettività, come invece imposto da apposito vincolo ivi insistente”. Da qui la richiesta di annullamento degli atti e provvedimenti impugnati. Il Comune di Perugia si è costituito in giudizio eccependo l’irricevibilità del ricorso e contestando nel merito le doglianze di parte ricorrente. Lo stesso ha fatto la società proprietaria del torrino, la Europa Gestioni Immobiliari, eccependo in via preliminare la “tardività e inammissibilità per difetto di interesse del ricorso, stante la non lesività del manufatto in questione rispetto alla visuale di cui i ricorrenti lamentano invece l’occlusione”. Per Bartolini la sentenza di primo grado “desta perplessità in ordine al computo dei termini per ricorrere: stiamo valutando cosa fare con iclienti”. Possibile ricorso il secondo grado.