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Covid in Umbria e numeri da record, il commissario Onnis: "I grandi eventi non hanno aiutato"

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Ale.Ant.
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Tra le cause dell'impennata da record nazionale dei casi di contagio in Umbria il commissario anti Covid, Antonio Onnis, inserisce anche i grandi eventi. Alcuni di questi, peraltro, si sono tenuti in contrasto con le indicazioni dei diversi comitati tenico-scientifici. "Sono illazioni le mie", spiega Onnis, che necessitano di dati di riscontro nei singoli territori, ma "i grandi eventi come la beatificazione (di Carlo Acutis, ndr), le visite del Papa e del presidente del consiglio, solo per fare alcuni esempi, non hanno aiutato". Non citata la marcia-catena della pace. Ma è inclusa, dato lo spostamento di migliaia di persone. Del resto più di un terzo dei contagi in Umbria si registra tra Perugia, Assisi e Bastia (1.192 attuali contagiati in totale su 3.275 attualmente positivi in regione). Più in generale "tutte le situazioni di movimento creano problemi", specifica Onnis. Ivi compresa la riapertura della scuola "con la movimentazione  di 140 mila persone in tutta la regione: il problema non è in classe, dove la situazione  è controllata, ma prima e dopo la campanella". Altri fattori per cui il Umbria c'è stato un aumento definito "repentino e preoccupante", paragonabile a uno "tsunami", sono il basso tasso di contagio della fase 1, che "ha reso (giocofonza) la popolazione più esposta di  altre all'attecchire del virus" e la "ripresa turistica che per fortuna in estate si è registrata in Umbria e in altre regioni come la Puglia", fa sapere Onnis in conferenza stampa da remoto. Il rientro di contagiati dai paesi a rischio e dei lavoratori stagionali ha innescato la miccia. Poi la scuola: il problema sono assembramenti nei bus e davanti le scuole prima e dopo le lezioni, assicura Onnis. Che cita il caso di un aperitivo tra sei studenti con tre contagiati. Illustrate in conferenza le nuove strategie del tracciamento: Unità speciali di medici continuità assistenziali potenziate di 28 unità e attive 24 ore su 24 sette giorni su sette, allargamento del tracciamento e dei test (antigenici) a medici di base e pediatri, oltre ché alle farmacie, stop tamponi ("nell'immediato")agli asintomatici. E ancora: l'istituzione in settimana un altro Covid hotel (a Deruta) per gli isolamenti, pianificazione di zone rosse suddivise non per aree geografiche ma per tipologie di intervento, vedi la chiusura mirata di alcune scuole nelle aree più colpite. Ieri l'Umbria è stata inserita dalla Germania tra le dodici regioni Italiane a rischio