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"Con due ruote nella voragine che mi si è aperta davanti: sono salvo per miracolo"

La testimonianza dell'automobilista che è passato nel momento in cui ha ceduto l'asfalto nel tratto del raccordo Orte-Terni subito dopo il casello autostradale: "Potevo morire"

Giorgio Palenga
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Nella vita fa l’imprenditore agricolo e martedì 20 ottobre 2020 ha letteralmente visto la morte in faccia: “Sono vivo per miracolo”.

L’ultimo automobilista transitato nel tratto di raccordo Orte-Terni in cui si è aperta una autentica voragine, racconta ancora incredulo e sconvolto ciò che ha vissuto due giorni fa, alla guida della sua Audi Station Wagon. “Stavo rientrando verso Perugia dopo essere uscito al casello di Orte - spiega - quando ho visto che un autotreno davanti a me che ha come sobbalzato. Non ho fatto in tempo a realizzare cosa fosse successo e davanti agli occhi mi è apparsa una grossa macchia nera, come quando viene ci si trova di fronte una pezza di asfalto appena steso e quindi di colore più scuro del resto della carreggiata. Solo quando sono arrivato a non più di quattro-cinque metri mi sono reso conto che... c’era il vuoto!”.

L’imprenditore ha frenato e ha cercato di transitare di lato alla buca. “Ma in realtà non c’era spazio per passare - continua - ho sfiorato il guard-rail e due delle mie ruote sono entrate nella buca. Grazie alla velocità e al fatto che la mia auto è piuttosto pesante e ben ammortizzata, sono riuscito ad andare oltre, anche se credo di aver spaccato tutto. La macchina si è infatti subito fermata e sono sceso, sconvolto. Le auto che mi venivano hanno assistito alla scena e hanno fatto in tempo a fermarsi. Fossi finito dentro alla voragine, di non meno di quattro metri, non sarei qui a raccontarla”.

Da qui l’amara considerazione: “Ma è possibile che sotto le nostre strade ci sia il vuoto? Una volta non venivano costruite applicando sotto dei cilindri di cemento? Mi viene da chiedere se, come è successo in quel tratto, non possa verificarsi anche più avanti o più indietro. Si fosse combinata un’auto piccola ora staremmo raccontando una tragedia”.