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Umbria, caccia di selezione al cinghiale: regolamento nel 2021

L'assessore Morroni: "Presenza diffusa ed eccessiva. Stiamo predisponendo soluzioni dopo anni di inerzia"

Patrizia Antolini
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"Al termine di questa stagione venatoria avremo il regolamento per la caccia di selezione al cinghiale”. E’ l’annuncio dell’assessore alle politiche agricole e vice presidente della giunta, Roberto Morroni. Il documento una volta condiviso con la consulta delle associazioni faunistico-venatorie sarà pronto a febbraio e va ad aggiungersi a una “serie di iniziative che stiamo realizzando per contenere il fenomeno dopo anni di inerzia”, dice Morroni.
Sono 724 mila i contributi stanziati nel 2020 dalla Regione Umbria per risarcire i danni provocati agli agricoltori dagli ungulati. Al 90%, per intenderci, si tratta di cinghiali. La regione potrebbe contenere nel suo ecosistema un numero massimo di 30 mila esemplari: dagli ultimi rilevamenti in realtà sono quattro volte tanto, oltre 120 mila. Numeri che non possono essere compatibili e che necessariamente portano a un enorme dispendio di risorse da parte degli agricoltori per le coltivazioni danneggiate dai cinghiali. Numero di esemplari che mette a rischio anche la sicurezza stradale come è accaduto un mese fa a Terni quando ha perso la vita un uomo di 54 anni morto nello schianto con l’auto dopo aver investito un cinghiale E dopo i danni e le vittime ci sono anche le polemiche: come sta accadendo in questi giorni in una delle zone dove la presenza dell’animale selvatico è più forte, in Altotevere. I cinghialari chiamati a dare un contributo in aggiunta per sostenere i danni dai cinghiali (tra i 20 e i 45 euro) non ci stanno: da qui polemiche e malumori che danno il senso di un problema che non può essere sottovalutato. 
“Non c’è stata attenzione per anni e non si è fatto nulla per evitare il proliferare di una presenza eccessiva che altera gli equilibri - spiega il vice presidente della giunta - per questo abbiamo deciso da subito di intervenire”. Tra le iniziative che la Regione ritiene risolutive la possibilità da parte del coltivatore di intervenire direttamente per abbattere gli animali (se in possesso della licenza) entro le 4 ore dall’avvistamento degli animali. Gli Atc si possono rivolgere per l’abbattimento anche a cacciatori formati oltre che alle squadre di cinghialari. Squadre la cui composizione, con deroga al regolamento, possono ora essere composte di meno unità (15). In cantiere anche la definizione di una filiera della carne di cinghiale da normare e rendere più sicura. “Non serve gestire i cacciatori - commenta Giovanni Selvi di Federcaccia - serve un piano di gestione degli animali. Basta proclami, è tempo di programmare a 364 gradi tutta la situazione. E’ per questo che assieme a Coldiretti stiamo già lavorando assieme a un progetto per risolvere i problemi causati al mondo agricolo”.