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Scuola, in Umbria gli studenti bocciano la didattica a distanza: il problema sono i bus

I ragazzi si dicono contrati all'ordinanza della governatrice Donatella Tesei

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Gli studenti delle superiori bocciano l'ordinanza della governatrice Tesei sulla scuola. Il ritorno, seppure solo al 50%, della didattica a distanza è definito “inaccettabile” dai ragazzi di alcuni dei maggiori istituti superiori della Regione. E giovedì scendono in piazza. 
Per Caterina Bigini del liceo Pieralli di Perugia “la Regione non ha fatto nulla. Non ha investito fondi per il diritto allo studio e per i trasporti. In tre mesi non si possono fare miracoli ma si potevano trovare soluzioni alternative - spiega la rappresentante perugina della Rete degli studenti medi - Si è deciso di chiudere seppure in parte le scuole quando non sono loro a veicolare i contagi. I problemi veri restano la carenza di spazi e i trasporti: in questo caso pensare che la soluzione sia abbassare al 60 % la capienza è folle”. Matias Cravero, responsabile regionale di Altrascuola, è ancora più diretto: “Così penalizziamo una generazione. E' inutile negarlo: la Regione si è fatta trovare di fronte alla nuova ondata di contagi completamente impreparata. Sappiamo che la Dad crea problemi per quasi la metà degli studenti interessati”. 
La bozza della nuova organizzazione didattica all'istituto Volta di Perugia era già pronta domenica sera. Rita Coccia aveva già individuato una didattica a rotazione al 50% fra i suoi 1.800 studenti. Obiettivo mantenere la continuità e non lasciare i ragazzi più di un giorno a casa. Anche al liceo Pieralli l'ordinanza della Tesei non coglie impreparato l'istituto: la scelta di investire sul digitale premia la dirigente Simona Zoncheddu con I-pad nelle classi per la connessione a distanza già utilizzata per molte classi e studenti assenti per malattia. A partire da oggi l'organizzazione sarà estesa anche ai quinti e alle prime ad oggi solo in presenza.
Anche nel ternano i dirigenti scolastici si sono già organizzati. Molti di loro avevano già preventivamente immaginato di una seconda ondata di Covid-19 e quindi non hanno trovato difficoltà ad adattarsi perchè avevano già studiato le modalità per fare in modo che gli studenti potessero seguire le lezioni da casa. “Già eravamo organizzati – spiega il dirigente scolastico dell'istituto omnicomprensivo Ipsia Sandro Pertini e Cpia, Fabrizio Canolla - per la didattica a distanza quindi non abbiamo incontrato nessun problema. Faremo le lezioni a settimane alternate: una in presenza e una a distanza per tutte le classi sia del biennio che del triennio”. Gli fa eco la dirigente scolastica dell'istituto tecnico tecnologico “Allievi-Sangallo”, Cinzia Fabrizi. “Anche nel mio istituto – spiega - abbiamo deciso che fino al 14 novembre i nostri studenti si alterneranno con una settimana di lezioni a distanza ed una in presenza con gli stessi orari scolastico e con entrata alle 8”.