Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Covid, in Umbria la protesta degli operatori sanitari: serve più personale

I sindacati hanno incontrato il prefetto di Perugia

  • a
  • a
  • a

“Se dovessimo andare a considerare le normali procedure d'esame, la Regione assumerà qualcuno nel 2070”, l'ironia di Tatiana Cazzaniga, responsabile Fp Cgil, è amara. “Non c'è più tempo da perdere: prima del Covid c'erano 450 operatori in servizio a tempo determinato su vuoti di organico. E' il momento - aggiunge - che la Regione faccia innanzitutto una graduatoria e per i 4.500 partecipanti al concorso per infermieri dell'Asl 2 si faccia carico alla Conferenza Stato Regioni della richiesta di una deroga sulla procedura. Deroga che faccia sì che non servano più 3 o 4 prove per entrare di ruolo. Ma una prova unica supportata e certificata da una messa in prova di un anno per testare le capacità professionali”. La sanità umbra è in agitazione: le carenze di organico in epoca Covid sono diventate ormai insostenibili. "Nonostante le continue sollecitazioni dei sindacati, negli ultimi mesi la Regione non ha assunto il personale necessario a gestire la seconda ondata epidemica. Non ha neppure definito quali misure concrete adottare nei vari scenari che era possibile prevedere in autunno”. È questa la denuncia che i sindacati umbri, Cgil, Cisl e Uil, insieme alle categorie di lavoratrici e lavoratori della sanità, Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl, hanno consegnato ieri al prefetto di Perugia, Armando Gradone, attivando le procedure per l'indizione dello stato di agitazione del comparto.
"Ci sono gravi vuoti di organico, disorganizzazione nei servizi, problemi di sicurezza - si legge nel documento - Tematiche che toccano non solo i lavoratori della sanità ma anche, direttamente ed indirettamente, i cittadini, perchè se il sistema di prevenzione ed assistenza non è in grado di rallentare i contagi e di curare tempestivamente i malati, la sanità va in sofferenza ed è necessario adottare misure più restrittive: una situazione che non solo, dunque, genera maggiori rischi per la salute ma che produce anche ingenti danni economici”. Il prefetto ha dato la sua disponibilità a trovare un elemento di dialogo fra le parti.