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Terremoto Centro Italia, spuntano sessanta milioni per raccolta macerie pubbliche. Poteri speciali per la basilica di Norcia, Castelluccio e Sant'Eutizio

Chiara Fabrizi
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Sessanta milioni per ultimare la raccolta delle macerie pubbliche in tutto il cratere del sisma e l'ipotesi di utilizzare i poteri speciali in deroga assegnati al commissario straordinario per Sant'Eutizio a Preci, la basilica di San Benedetto a Norcia e il centro abitato di Castelluccio. Queste alcune delle novità emerse durante l'audizione in Seconda commissione del commissario Giovanni Legnini che ha anche tracciato un primo bilancio sugli effetti dell'ordinanza 100, che ha introdotto l'iter semplificato per le domande di contributo: “Sono circa 900 le pratiche presentate con i decreti che vengono emanati in circa due mesi e anche in futuro riteniamo che la stima di 60-100 giorni dovrebbe essere ampiamente confermata dalla prassi”.

Nella seduta della commissione presieduta da Valerio Mancini, a cui ha partecipato anche il direttore regionale Stefano Nodessi, si è discusso anche delle misure di sostegno per il tessuto economico e produttivo del cratere, con Legnini che ha auspicato “l’utilizzo di una parte dei fondi del Recovery fund”, riconoscendo poi come “come molte siano le questioni aperte: gli incentivi fiscali intanto sono stati prorogati fino a tutto il 2022, ma stiamo sollecitando il governo a varare misure più stabili e strutturali di sostegno alle imprese del cratere”. Tra queste l’ipotesi di destinare il 5 per cento dei fondi riservati alla ricostruzione pubblica (circa 3 miliardi) a programmi di sviluppo per il cratere, seguendo il modello adottato a L'Aquila.

A restare ancora aperti sono anche i termini per le domande di contributo di riparazione dei danni lievi prorogati anche recentemente, ma su cui Legnini ritiene di poter chiudere “entro il 31 gennaio”. Il 31 dicembre, invece, scadrà quello per la ricostruzione pesante: “La legge prevede quel termine, ma è comunque da prorogare, e tra qualche settimana si rifletterà su uno scadenzario, perché dobbiamo fare in modo che gradualmente possano essere individuati i tempi entro i quali bisogna conoscere l’intera domanda di ricostruzione anche ai fini del fabbisogno finanziario”.

Infine, oltre ai 60 milioni per completare la rimozione delle macerie pubbliche, che dovrebbero essere stanziati nell'ordinanza delle opere pubbliche, il commissario ha riferito anche della “rimozione delle macerie private su cui abbiamo avviato una riflessione che riguarda la possibilità di costruire un minimo di struttura professionale poiché si tratta di un tema particolarmente impegnativo che riguarda l’intero ciclo dalla raccolta al riuso dei materiali”. Infine, Nodessi ha informato il commissario della proposta di legge presentata dalla Lega per lasciare nella disponibilità delle aziende agricole le stalle realizzate in emergenza, ovviamente se rientranti nei parametri edilizi e paesaggistico-ambientali previsti dai Comuni, spiegando che il costo della rimozione sarebbe maggiore rispetto a lasciarle all’allevatore”.