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Terni, tutti assolti gli imputati dell'Operazione Spada: "Il fatto non sussiste"

Nel 2017 l'indagine portò agli arresti domiciliari l'ex sindaco, Leopoldo Di Girolamo, e l'ex assessore ai lavori pubblici, Stefano Bucari

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"Il fatto non sussiste". E' la motivazione dell'assoluzione di tutti gli imputati della cosiddetta "Operazione Spada" che, nel 2017, portò agli arresti domiciliari dell’ex sindaco, Leopoldo Di Girolamo, e dell’ex assessore ai lavori pubblici, Stefano Bucari.

La sentenza è stata emessa giovedì 15 ottobre 2020 dal tribunale di Terni in composizione monocratica, giudice Biancamaria Bertan. Sul banco degli imputati, oltre ai due amministratori, c'erano anche gli ex assessori Roberto Fabrini, Daniela Tedeschi, Francesco Andreani, Renato Bartolini, Emilio Giacchetti, Simone Guerra, Francesca Malafoglia, Marco Malatesta, Libero Paci, Sandro Piermatti, Silvano Ricci, Giorgio Armillei, Cristhia Falchetti Ballerani, gli ex dirigenti comunali Renato Pierdonati e Luciano Sdogati, il funzionario comunale Federico Nannurelli e Carlo Andreucci della Coop Alis. Stralciata la posizione dell’ex assessore Luigi Bencivenga, deceduto lo scorso luglio.

Sei i capi imputazione, al centro dei quali l’ipotesi di "turbata libertà degli incanti" legata gli appalti comunali per la manutenzione del verde pubblico, per la gestione dei servizi cimiteriali e dei servizi turistici presso la cascata delle Marmore. Nelle precedenti udienze il pm, Matthias Viggiano, aveva chiesto condanne per 17 anni di reclusione complessivi a carico di tutti gli imputati. Piena soddisfazione per l'assoluzione da parte dei legali degli imputati, gli avvocati David Brunelli, Francesco Donzelli, Nicola Pepe, Attilio Biancifiori, Daniele Biancifiori, Giorgio Biancifiori, Gianluca Luongo, Roberto Spoldi, Massimo Proietti, Enrico De Luca, Donatella Virili, Mauro Biscetti e Patrizia Bececco.