Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

A Perugia il giornalista Francesco Giorgino per parlare del rapporto tra politica e comunicazione

Nel corso dell'incontro voluto da ESG89 anche la presentazione del libro Alto Volume

  • a
  • a
  • a

Che rapporto c'è tra politica, comunicazione e marketing? Come sta cambiando la sfera pubblica mediata in considerazione dell’evoluzione dell’ecosistema comunicativo digitale e della platform society? A queste e ad altre domande si darà una risposta venerdì, durante l’incontro organizzato da ESG89 Group. “Nell’occasione verrà presentato il libro Alto Volume di Francesco Giorgino, volto noto del Tg1, professore universitario di Comunicazione e Marketing e direttore del Master Luiss in Comunicazione e Marketing politico ed istituzionale – commenta Giovanni Giorgetti, presidente di ESG89. A discutere con Giorgino di questi temi abbiamo invitato la presidente della Regione, Donatella Tesei e il politologo Alessandro Campi dell’Università di Perugia. Attualità politica, analisi di sistema e scenari futuri, anche alla luce dell’emergenza Covid-19, verranno affrontati dai tre relatori alla presenza di un pubblico qualificato di politici, studiosi e comunicatori”. 
L’evento inizierà alle 11 e si concluderà alle 13 nella Sala d’Onore di Palazzo Donini della Regione Umbria

"E’ indubbio che il mutare dei mezzi di comunicazione a disposizione, che permettono un contatto sempre più diretto tra politici e cittadini, abbia cambiato rapporto e modalità di esprimersi da parte della politica – sostiene Donatella Tesei, presidente della Regione dell’Umbria. Credo però, e questa è sicuramente la mia impostazione, che il contenuto e il messaggio sia e debba rimanere il fulcro di una buona comunicazione e, quindi, dell’azione politica. Può essere facile, oggi più di ieri, far pervenire messaggi spot per accattivarsi le simpatie della platea. Ma a far crescere una solida credibilità, specialmente per chi svolge ruoli di governo locali o nazionali, è la capacità di concretizzare una precisa visione politica, perché a lungo andare la popolarità acquisita attraverso scorciatoie comunicative, che inseguono più il “sentire del momento” invece che le soluzioni alle problematiche, si disperde".

"I cambiamenti nella comunicazione hanno profondamente innovato la politica contemporanea. Uno degli effetti più interessanti – spiega Alessandro Campi, direttore della ‘Rivista di Politica’ e docente dell’Ateneo perugino – è nel modo con cui sono cambiate le leadership. Dal punto di vista dello stile e dei contenuti. I leader oggi non ricercano il consenso, ma la popolarità. Questo ne favorisce in alcuni casi la rapida ascesa ma spesso un declino altrettanto veloce. Abbiamo dunque leadership più spettacolari e al  tempo stesso politicamente più fragili rispetto al passato recente. Il loro linguaggio inoltre si è fatto più brutale e semplificato, dovendo inseguire i sentimenti popolari. Il che significa che i leader – per dirla col linguaggio dei social – sono oggi sempre più dei follower. Dicono ciò che gli elettori amano sentirsi dire. E fanno ciò che, secondo i loro consiglieri, più contribuisce ad accrescerne la simpatia e, appunto, la popolarità. Se pensiamo a quanto sia stato storicamente importante il nesso tra leadership e democrazia capiamo facilmente perché queste ultime oggi siano in crisi un po’ dappertutto. Capi di governo e di partito guardano all’oggi, non al domani. Sono preoccupati – esattamente come gli attori – dello share quotidiano. Sono insomma ossessionati dalla comunicazione, che sempre più ormai si è ridotta a propaganda utile alla conquista di un consenso basato più sulle emozioni che sulla ragione".