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Errori nella correzione di 700 test del concorso per infermieri per l'Usl Umbria 2 e l'ospedale Santa Maria

Sono stati rilevati nelle matrici utilizzate per la videolettura ottica, il cosiddetto correttore automatico

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Punteggi cambiati per oltre 700 questionari e 200 candidati sull’altalena tra esclusioni e ripescaggi. E’ caos per il concorso organizzato per l’assunzione di 324 infermieri per l’Usl e l’ospedale Santa Maria di Terni.

Le prove preselettive erano state organizzate il mese scorso nei locali della fiera di Bastia per accogliere gli oltre 9 mila partecipanti provenienti da tutta Italia. Si trattava di test a risposta multipla, all’esito dei quali sarebbe stata stilata un’ulteriore graduatoria ridotta a 2.505 candidati. Una prima scrematura che avrebbe portato all’individuazione dei 324 infermieri da assumere a tempo indeterminato, fermo restando che la graduatoria sarebbe poi rimasta aperta per tre anni. Ma qualcosa non è andata per il verso giusto.

Dalla Usl Umbria 2 fanno sapere che “la commissione esaminatrice ha proceduto alla revisione della correzione degli elaborati dopo aver rilevato degli errori materiali nelle matrici utilizzate per la videolettura ottica, il cosiddetto correttore automatico. Di conseguenza è stata riformulata la graduatoria di merito dei candidati che hanno superato la preselezione”.

Sul banco degli imputati è dunque finito il lettore ottico, sistema asettico scelto dalla Usl proprio per evitare le correzioni a penna di un tempo che potevano dare adito a errori e sviste. Certo è che molti candidati sono rimasti con l’amaro in bocca, passando dall’euforia per la promozione alla constatazione di essere stati esclusi. Di fronte allo stravolgimento delle graduatorie i sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil chiedono che si faccia chiarezza.

“Siamo alle prese - dicono - con più di 700 valutazioni errate e 200 candidati coinvolti tra quelli che erano presenti nella prima graduatoria e ora risultano esclusi e quelli che sono stati inseriti solo nella seconda”. I sindacati vogliono sapere “se gli errori sono attribuibili a chi ha bandito il concorso o alla ditta esterna che ha gestito le procedure di concorso con il relativo lettore ottico dei test. A nostro parere dovrebbero essere ammessi tutti i concorrenti con riserva mettendo a loro disposizione tutti i questionari esaminati”. Il rischio adesso è che gli esclusi possano fare ricorso, cosa che finirebbe per rallentare l’iter del maxi concorso e dunque le assunzioni in ospedale e all’Usl. “Una situazione - concludono i sindacati - che alla fine andrà a privilegiare, ancora una volta, la sanità privata a scapito di quella pubblica”.