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Covid, in Umbria c'è carenza di sangue e di plasma. L'appello dell'Avis

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C’è carenza di sangue e di plasma. L’emergenza Covid ha rallentato le donazioni che erano già sotto la soglia abituale e la situazione rischia di farsi sempre più complessa. Il punto della situazione è stato fatto nel corso dell’annuale assemblea generale dell’Avis che si è tenuta ieri mattina a Santa Maria degli Angeli. Ad aprire i lavori è stato il presidente, Andrea Marchini, che ha esposto al consiglio regionale la relazione annuale del consiglio direttivo chiedendo un minuto di silenzio iniziale a ricordo dei donatori scomparsi durante quest’anno contrassegnato anche dall’emergenza Covid. Nella relazione annuale Marchini ha sottolineato come l’Avis debba essere in grado di cogliere le esigenze di cambiamento interne ed esterne, anticipare l’emergenza, l’immediatezza e lo spontaneismo, trovare soluzioni inedite ed elaborare nuove ipotesi di lavoro, mettersi in discussione, saper prendere decisioni, vivere ed operare nella ricerca e non nella certezza, imparare a prevedere lo stato futuro dalla stato iniziale, fare attenzione a non invertire i bisogni, progetti e ricerca delle risorse. “L’Avis – ha prosegue Marchini – ha il dovere sempre di cercare di migliorare, rafforzare e unificare tutta la struttura associativa con la consapevolezza che il bisogno e la necessità del sangue e dei prodotti plasma derivati si avrà sempre. Così facendo, consolideremo la nostra capacità di rispondere con efficacia ed efficienza alle esigenze dei servizi sanitari regionali e nazionali”.
L’assemblea ha visto anche la presenza del commissario straordinario dell’Azienda ospedaliera Santa Maria di Terni, Pasquale Chiarelli e l’intervento di Daniela Felicioni del Distretto Alto Tevere – Usl Umbria 1. 
I lavori si sono chiusi con l’approvazione del bilancio consuntivo 2019.