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Esposto per bloccare la "catena della pace" Perugia-Assisi. E Libera si sfila: "Siamo responsabili"

Alessandro Antonini
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Non è una marcia, ma una “catena” della pace. Sono attese comunque 2.500 persone. Così scatta un esposto alla prefettura per annullare la manifestazione causa Covid. E Libera, l’associazione di Don Ciotti contro le mafie, si sfila: non parteciperà fisicamente (“idealmente sì”), per senso di responsabilità, data la recrudescenza del virus.
Sarà “un evento statico, nel rispetto massimo di tutte le norme di sicurezza antiCovid” - assicura Flavio Lotti, per conto del comitato promotore - quello che avrà luogo domenica 11 ottobre, dalle 11,30 alle 13,30 circa, quando 2.500 persone formeranno una lunga catena umana tra Perugia ed Assisi. “Dopo un attento dialogo con le autorità pubbliche”, ha detto Lotti, “abbiamo deciso di proporre un evento di natura statica, dove verrà rispettato un distanziamento di due metri tra un individuo e l’altro e per il quale stiamo raccomandando da tempo l’utilizzo dei dispositivi di protezione. Staremo molto accorti nell’evitare assembramenti”. L’avvocato Walter Biscotti, quota Lega, commissario Isuc (istituto per la storia dell’Umbria contemporanea), ha presentato un esposto a prefettura, questura e Usl. Biscotti ritiene che la modifica delle caratteristiche della manifestazione da “marcia” a “catena” sia una “vera forma di elusione per evitare il diniego delle autorizzazioni trasformando la manifestazione da dinamica in statica. Ma le migliaia di persone incatenate ,come arrivano? Come si sciolgono? E una volta sciolte come defluiscono?”. Biscotti ritiene che “i rischi di contagio non sono assolutamente azzerati”, da qui la richiesta di sospensione. Walter Cardinali di Libera Umbria ha deciso di non partecipare, con tutta l’associazione. “Questa decisione”, scrive Cardinali in una lettera agli iscritti, “l’abbiamo presa condividendone a lungo la riflessione ed il confronto con Don Ciotti e tutto il nostro livello nazionale, perché alla luce di quanto sta accadendo nel nostro paese, ci sembrerebbe una contraddizione non rispettare, proprio per il senso di responsabilità che è parte irrinunciabile di Libera, l’invito espresso dal Ministro della sanità Roberto Speranza alla massima prudenza circa l’organizzazione di pubbliche manifestazioni. Ci hanno fatto riflettere anche, ed hanno inciso nel prendere questa decisione, le perplessità se non contrarietà manifestate dai nostri presìdi di tutta la regione”.