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Mascherine illegali, denunciato imprenditore perugino

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Ancora mascherine illegali. Dopo mesi di controlli in ogni parte d’Italia e normative sempre più chiare, ci sono ancora imprenditori che finiscono nel registro degli indagati per aver importato e magari rivenduto dispositivi di protezione individuale sprovvisti dei necessari requisiti di sicurezza. 
L’ultimo a finire nel mirino degli inquirenti è stato un imprenditore di Perugia denunciato dai militari della guardia di finanza di Foggia. 
Secondo quanto emerso nell’inchiesta delle fiamme gialle pugliesi, l’imprenditore perugino a società di Perugia che ha importato da un paese extracomunitario e successivamente immesso in commercio 11.000 maschere di protezione individuale che, attraverso l'interposizione di altra società di Bari, sono state cedute in assenza di certificazioni comprovanti il rispetto di tutti i requisiti di sicurezza europei e nazionali. 
Nell’ambito della stessa inchiesta sono state denunciate altre sei persone. Secondo quanto comunicato dalla guardia di finanza tra marzo e aprile “hanno fornito ai nosocomi circa 45.000 maschere di protezione individuale, per un importo, oggetto di appalti irregolari, di circa 457 mila euro”. Complessivamente sono 3 gli imprenditori denunciati a piede libero per “manovre speculative su merci” e 4 quelli denunciati, a vario titolo, per frode in commercio, frode in pubbliche forniture e anche per aver immesso in commercio DPI non conformi ai requisiti essenziali di sicurezza. Tre società di Bari hanno messo in piedi “un’articolata manovra speculativa attraverso plurime cessioni onerose di maschere protettive avvenute nell'arco di una sola giornata, determinando un rincaro ingiustificato della merce superiore all'8.000%, Infatti, in sole 24 ore, le mascherine sono state oggetto di 3 cessioni con connessi rincari di prezzo, passato da quello iniziale d'importazione di 0,25 a quello finale di 20,80 euro”.