Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Il badante sottrae seimila euro a disabile: condannato a due anni di reclusione

Esplora:
La vicenda è finita in tribunale a Perugia

Alessandro Antonini
  • a
  • a
  • a

Ha sottratto seimila euro in un mese a un ragazzo disabile di cui doveva essere il badante. E’ finito sotto processo ed stato condannato a due anni di reclusione e mille euro di multa. Più ottomila euro di risarcimento alla parte lesa, mille euro ciascuno alla madre e al fratello del derubato. M. F., 29enne del magionese, dovrà rifondere anche tremila euro come compensazione legale all’avvocato di parte civile, Emanuela Rondoni. E’ quanto stabilito dal giudice Carla Giangamboni nell’udienza che si è svolta ieri al tribunale di Perugia. Inviata in procura anche l’ipotesi di truffa, non contestata in una prima fase.
Due i capi imputazione contestati al 29enne: furto e spendita impropria documento altrui. I fatti risalgono al 2017. L’imputato - oggi irreperibile di fatto- era stato contattato dalla famiglia del disabile mentale attraverso amici per fare compagnia in casa al ragazzo, di un anno più giovane di lui. Si era anche offerto di farlo gratuitamente. In un solo mese, secondo l’accusa, si sarebbe appropriato di quasi seimila euro, con prelievi effettuati negli uffici postali sia con i postamat che con il libretto. Tredici i prelievi in 30 giorni. Sul conto sono rimasti otto euro.
La famiglia ha scoperto tutto quando hanno deciso di acquistare una pedana per facilitare l’ingresso in auto del figlio disabile. 
Testimone della vicenda sentito in tribunale un dipendente - che inizialmente era stato coiputato, poi stralciato - dell’ufficio postale. Lui personalmente ha risarcito i tre prelievi per 2.250 euro fatti in sua presenza attraverso il libretto. Gli altri soldi non sono stati recuperati. A incastrare l’imputato anche la testimonianza del gemello del disabile. L’unico che riesce a comunicare con lui. Davanti al giudice ha detto che suo fratello, pur con una importante disabilità mentale, si era accorto che il suo badante entrava e usciva dalle camere e si assentava per ore. Oltre al postamat e al libretto si era impossessanto anche del pin. Ieri sono stati sentiti cinque testi, tra cui uno dei carabinieri che hanno svolto l’indagine.