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Orvieto, il consiglio comunale dice sì alla riduzione della Tari per 2.094 tra negozi e attività

Il mancato introito ammonterà a 554.832 euro recuperati nel bilancio comunale dalla rinegoziazione della quota capitale di mutui e altri prestiti

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Il consiglio comunale di Orvieto ha approvato all’unanimità dei presenti le riduzioni delle tariffe della tassa sui rifiuti per il 2020, già stabilite dall’esecutivo a favore delle attività produttive più colpite dalla crisi economica indotta dall’emergenza sanitaria. Si tratta di 2.094 posizioni contributive con riduzioni dal 40 al 50 per cento.

“La misura – ha spiegato l'assessore al Bilancio e Tributi, Piergiorgio Pizzo – va incontro alle richieste che ci erano state formulate dalle associazioni di categoria nell’ambito del confronto sulla redazione del bilancio preventivo 2020”. Le minori entrate conseguenti alle riduzioni applicate ammontano a 554.832 euro e trovano copertura nel bilancio comunale con le risorse provenienti dalla rinegoziazione per il 2020 della quota capitale di mutui e altre forme di prestito contratte con le banche, gli intermediari finanziari e la Cassa depositi e prestiti.

“Queste riduzioni – ha aggiunto l'assessore – vengono applicate sulle bollette che saranno inviate nei prossimi giorni. La nostra città fa parte dei pochi Comuni italiani che hanno operato un taglio così marcato sulla Tari”. Inoltre, anche se l’obbligatorietà imposta da Arera di applicare riduzioni di almeno il 25 per cento riguarda le sole attività chiuse per legge, l’amministrazione comunale ha deciso non soltanto di non spalmare i costi delle riduzioni sulle altre utenze, come indicato dall’Autorità, ma anche di ampliare il pubblico dei beneficiari in considerazione del fatto che la chiusura obbligatoria di alcune attività e il divieto di circolazione ha comportato anche la chiusura di altre attività. Gli effetti dell’emergenza sanitaria, d'altronde, sono andati oltre i periodi di chiusura per il lockdown riverberandosi anche sui periodo successivi della fase 2 e 3 laddove, la ripartenza è stata ed è ancora molto lenta, soprattutto nel comparto del turismo per effetto del blocco degli spostamenti.

“Sulla rimodulazione della Tari – ha assicurato Pizzo – non faremo un euro di aumento. Abbiamo deciso, invece, di aiutare il nostro tessuto produttivo. L’incasso della lotta all’evasione si realizza, forse, dopo cinque anni”.