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Segreteria Pd, De Rebotti contro Bori: voglio il rispetto delle regole

Nonostante il parere positivo della commissione congressuale secondo ricorso contro il consigliere regionale

Patrizia Antolini
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Dopo Massimiliano Presciutti, anche Francesco De Rebotti fa ricorso contro l’ammissibilità della candidatura di Tommaso Bori. La guerra per la poltrona di segretario regionale del Partito Democratico batte un colpo ed entra nel vivo. 
Nodo della vicenda continua a rimanere l’articolo 5 comma 2 del Regolamento regionale per l’elezione del segretario e dell’assemblea regionale e relative interpretazioni. Nonostante giovedì la commissione congressuale abbia affermato la legittimità delle candidature di Massimiliano Presciutti, sindaco di Gualdo Tadino, Francesco De Rebotti, primo cittadino di Narni, Alessandro Torrini vicino al sindaco di Castiglione del Lago Alessandro Burico e il consigliere regionale Tommaso Bori la partita sembra ancora disposta a regalare colpi di scena.
Torniamo al regolamento: “La carica di componente dell’assemblea regionale è incompatibile con quella di componente dell’assemblea nazionale. Qualora un componente dell’assemblea nazionale volesse candidarsi all’assemblea regionale, deve dimettersi entro la data di presentazione delle liste”. Da qui parte il ricorso di De Rebotti contro l’ammissione della candidatura alla segreteria regionale del PD Umbria di Tommaso Bori. Da qui, scrive De Rebotti, “la tesi sostenuta dalla commissione non appare fondata ed, anzi, presta il fianco ad una gravissima violazione del principio di interpretazione autentica letteraria delle norme”. E dunque, si legge ancora nel ricorso: “Non vi possono essere dubbi circa il fatto che il candidato segretario regionale si candidi, in uno, anche a far parte della assemblea regionale così come per analogia un candidato sindaco si candida anche al consiglio comunale. Pertanto, non sembra ragionevole operare, come opera il parere, una distinzione tra membri elettivi e membri di diritto, atteso come sia proprio il candidato alla carica di segretario regionale il soggetto che, prima ancora di ogni altro candidato nella lista che lo appoggia, risulterà membro della costituenda assemblea”. Proseguono tecnicismi e contestazioni puntuali per motivare il proprio ricorso. “Mi trovo, a malincuore, a dover chiedere il rispetto di regole che non ho scritto io, ma che vengono sistematicamente accantonate con evidente disinvoltura - scrive in poche righe allegate alla missiva il primo cittadino di Narni - per questo sono pronto, un minuto dopo, a fare un passo indietro anche io, ritirando la mia candidatura”. Da parte sua il candidato favorito Tommaso Bori ha mandato un messaggio a distanza ai colleghi di partito nel corso della conferenza stampa di ieri: “Voglio fare un congresso sulle idee e i progetti, sulla squadra e non su cavilli, burocrazia e ricorsi”. Oggi intanto De Rebotti presenta la sua candidatura al park hotel di Ponte San Giovanni.