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Un aiuto a duemila famiglie in crisi: tre milioni e 700 mila per spesa, bollette e medicine

La Regione offre un sostegno concreto ai nuclei più vulnerabili

Patrizia Antolini
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Da 600 fino a 3 mila euro una tantum per i nuclei più vulnerabili. La Regione Umbria guarda a chi ha più sofferto la pandemia e accusato il colpo economico del lockdown: secondo una stima 1.940 nuclei in Umbria. Per questo l’assessore al Welfare Luca Coletto, sulla base di fondi comunitari, ha programmato tre progetti che mirano a venire incontro proprio a queste realtà. 
“Noinsieme”, “Family Tech” e “Attività sociali per le persone con disabilità”, sono i tre interventi che la giunta regionale, su proposta dell’assessore al Welfare, Luca Coletto, ha stabilito di finanziare con oltre 3 milioni 732 mila euro, per andare incontro alle necessità della popolazione maggiormente esposta ai rischi economici e sociali e prodotti dall’emergenza epidemiologica (i progetti ora saranno gestiti dai Comuni con bandi accessibili in base al reddito).
Nel dettaglio “Noinsieme”, secondo le stime, interesserà 917 nuclei che potranno avere un beneficio fino a un massimo di 3 mila euro. Con l’intervento finanziato con 2 milioni 932 mila 333 euro, la Regione vuole sostenere le persone e le famiglie in condizione di temporanea difficoltà economica attraverso l’erogazione di buoni spesa destinati all’acquisto di beni di prima necessità, contributi economici per medicinali e utenze domestiche. I cittadini destinatari dell’intervento potranno contare su un servizio di informazione, ascolto attivo, sostegno sociale e orientamento eseguito da professionisti qualificati alla gestione delle situazioni di emergenza e post emergenza. 
Nel caso del “Family tech”, si prevede la distribuzione di dispositivi hi- tech per 833 nuclei, con una disponibilità economica di massimo 600 euro. Finanziato con risorse pari a 500 mila euro, prevede l’erogazione di un contributo a copertura dei costi che le famiglie sostengono per il noleggio o l’acquisto di strumenti tecnologici utili allo svolgimento di attività sociali, socio-educative, ludico-ricreative a distanza e, comunque, funzionali all’erogazione di servizi socio assistenziali, socio educativi e socio ricreativi, purché non finanziati con altre misure adottate per fronteggiare l’emergenza.
Con l’intervento sulle “Attività sociali per le persone con disabilità”, si vuole favorire la realizzazione e la ripresa di tutte quelle attività socio-educative e socio-ricreative finalizzate a incoraggiare e potenziare l'inclusione sociale, anche scolastica, delle persone con disabilità, sia minori che adulti. Le risorse disponibili per l’intervento ammontano a 300 mila euro. Il capitolo disabilità si rivolge a 300 nuclei stimati con un beneficio massimo di mille euro ciascuno, sempre una tantum. In questo caso non si tratta di bonus ma dell’integrazione di servizi ulteriori a quelli già fruiti. 
Le azioni rientrano nell’ambito di un intervento più ampio, grazie al quale la Regione Umbria ha predisposto una riallocazione delle risorse comunitarie, nazionali e regionali, in modo da finanziare interventi più urgenti rispetto a quelli previsti nel Piano straordinario di contrasto alle povertà. “L’emergenza sanitaria ha innescato molte problematiche sociali anche in Umbria dove si registra, come in tutta Italia, un aumento della vulnerabilità delle famiglie e delle persone fragili. Sono molti i nuclei familiari che, accanto a una riduzione del reddito, subiscono un notevole aumento dei carichi di cura dei familiari non autonomi”, ha spiegato l’assessore.