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Altro esposto al congresso Pd in Umbria: spunta anche la candidata a sua insaputa. E Verini scrive al nazionale

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Alessandro Antonini
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Ancora esposti sul congresso regionale del Pd, fissato il 7 novembre. Proprio a causa delle schermaglie procedurali e l’assenza di un minimo dibattito sui temi, il commissario regionale, Walter Verini (neo tesoriere), ha segnalato il caso ai livelli nazionali. La conferma arriva dalla sede perugina di via Bonazzi. A Roma sarebbe arrivata, da più parti, anche la richiesta di posticipare la conta, visti i dissidi interni per quello che doveva essere il congresso della ripartenza del partito dopo un anno e mezzo di stop dallo scandalo concorsopoli. L’ultimo annuncio di esposto agli organi di controllo del partito è arrivato ieri. “Mi hanno informato”, ha detto Massimiliano Presciutti, in corsa per la segreteria, “che una mia candidata è stata inserita a sua insaputa nella lista a sostegno di Tommaso Bori ho già inviato formale esposto alle commissioni regionali e nazionali di garanzia”. Poi ci sono stati casi di sottoscrittori che hanno firmato per più liste, conferma il candidato Alessandro Torrini, che però non presenterà atti formali di censura, assicura. Gli altri eposti sono relativi alla presentazione della candidatura di Bori, a Foligno: il simbolo del Pd utilizzato impropriamente è stato fatto rimuovere dai garanti. Francesco De Rebotti, anche lui aspirante segretario, il quarto, si è dimesso da presidente dell’Anci (associazione dei Comuni) per evitare sovrapposizioni di incarichi e interessi. De Rebotti si è dimesso anche dall’assemblea nazionale Pd. “La decisione da me assunta di contribuire alla rinascita del Pd dell’Umbria”, spiega De Rebotti, “determina scelte necessarie e collegate, motivate dalla volontà di non sovrapporre l’impegno per contribuire alla rigenerazione della comunità politica a cui appartengo, al ruolo istituzionale in Anci, che richiede terzietà nel rispetto degli enti locali umbri, notoriamente plurali. Sono altresì convinto che scelte analoghe a quella che mi accingo a compiere vadano fatte subito, non all'esito del congresso. Per rigore, coerenza, rispetto istituzionale, dopo sei anni mi trovo quindi nelle condizioni di dover rassegnare le dimissioni da presidente Anci-Umbria. Tale scelta è ulteriormente motivata sia dal rispetto dovuto ai tanti bravi amministratori che ogni giorno affrontano una situazione sempre più complessa”.