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Congresso Pd, polemiche sulla presentazione di Bori: senza mascherina e in attesa del secondo tampone

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Alessandro Antonini
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Dopo gli esposti sull’uso improprio del simbolo, ecco un’altra tegola su Tommaso Bori: aver organizzato sabato l’evento pubblico di candidatura prima del secondo tampone. Lunedì aveva incontrato in consiglio l’assessore regionale Enrico Melasecche, poi risultato positivo. Non si placa la polemica nel Pd contro il capogruppo in Regione, in corsa per la segreteria regionale dem. Bori, come molti altri consiglieri e membri della giunta regionale, ha incontrato lunedì scorso Melasecche, già contagiato dal Coronavirus insieme a due suoi assistenti e al direttore regionale Stefano Nodessi Proietti. Bori è stato con l’assessore ternano in aula, durante il consiglio regionale, per più ore consecutive. Con e senza mascherina (se l’è tolta durante gli interventi). Il capogruppo Dem, come gli altri, è finito nell’indagine epidemiologica dell’Usl, quale possibile “contatto”. Dopo sono stati disposti la chiusura e la sanificazione di Palazzo Cesaroni, i tamponi per tutti i presenti, dipendenti compresi, con isolamento consigliato fino al responso. Che è stato negativo, per tutti. Senonché la governatrice Tesei, membri dell’esecutivo, il presidente del consiglio Marco Squarta e alcuni consiglieri hanno deciso di restare in quarantena anche dopo, in attesa del secondo tampone (verranno effettuati a partire da oggi). Bori no. E’ medico ed è tra i più agguerriti nel chiedere rigide norme anti contagio alla giunta. Ciononostante, ha scelto di confermare l’evento di presentazione della sua candidatura sabato scorso, all’auditorium Santa Caterina di Foligno. Numeri limitati, su prenotazione, mascherine per i presenti, però lui ha parlato anche stavolta senza dispositivo di protezione, sottolinea un piddino che lo ha visto in streaming. Anche stavolta la marea della polemica monta dall’interno: i suoi colleghi consiglieri e più fidi alleati, almeno fino all’altro ieri, Simona Meloni e Michele Bettarelli, non si sono presentati fisicamente. Si sono videocollegati. Motivo? Rinite allergica, fa sapere Bettarelli. Raffreddore anche per Meloni. In realtà non sarebbero mancate tensioni sulla scelta di allestire comunque la manifestazione. Collegata via etere anche il viceministro all’Istruzione, Anna Ascani. Bori assicura che ha avuto l’ok della Usl. Ogni caso è a sé, in base alla dinamica del contatto con il soggetto positivo. E per ognuno viene indicata una profilassi specifica. Il diretto interessato assicura che non si tratta di un “contatto stretto”. Per il centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) basta una stretta di mano con un positivo, o esserci stato insieme al chiuso di un’aula o stanza per più di 15 minuti e a meno di due metri, con o senza mascherina. L’aula di palazzo Cesaroni non è immensa.Intanto il comitato organizzatore fa sapere di aver presentato controricorso alla commissione di garanzia nazionale sullo stop all’uso del simbolo. Senonché l’evento c’è già stato. Con o senza simbolo. E mascherina.