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Magione, taglia i capelli e li dona ai malati di cancro per le parrucche

Margherita Garilli ha regalato 30 centimetri di ciocca

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Tagliare i capelli e donare la ciocca ad un’associazione. Lo ha fatto Margherita Garilli, ragazza di Magione che nei giorni scorsi ha deciso di compiere questo gesto nobile. Dopo aver tagliato i suoi capelli di 30 centimetri, ha deciso di donarli a “Diamoci un taglio ragionevolmente”, iniziativa promossa dalle associazioni di volontariato RagionevolMente e Lilt Lega italiana per la lotta contro i tumori sezione provinciale di Trento, con l’obiettivo di mettere a disposizione, gratuitamente, parrucche inorganiche a pazienti oncologici con difficoltà economiche. 

 


Mercoledì scorso Margherita si è recata presso il salone Marco Hair Passion di Castiglione del Lago. “Era la prima volta che veniva da noi – spiega Marco Faleburle, titolare del salone – Aveva il grande desiderio di voler cambiare look”. Fino a qui quindi tutto normale. “In 25 anni di attività mi sono capitati molti cambi di look, dettati sempre da una forte motivazione – continua Faleburle – Alcuni vogliono giocare con la propria immagine, altri lo fanno al termine di una relazione amorosa o per un nuovo ambiente di lavoro. In questo caso però il motivo del cambiamento è di diversa natura. Il cambiamento di Margherita, molto gelosa dei suoi lunghi capelli, è stato diverso e stimolante rispetto a tutti gli altri. Si è tagliata 30 centimetri di capelli e li ha donati all’associazione ‘Diamoci un taglio ragionevolmente’. Un gesto nobile, motivato da una brutta esperienza oncologica della madre in passato”.

 


Per Margherita l’esperienza del taglio “è stata sorprendente, perché fino a pochi giorni fa tagliarmi i capelli era una cosa che associavo a un trauma. Li avevo tagliati solamente un’altra volta e in quella circostanza ho pianto tutto il tempo. Il pensiero di farlo per una bella causa però è rassicurante. Il fatto che sono più adulta mi ha aiutato e soprattutto mi sono trovata molto a mio agio. Mi sono emozionata nel vedere la treccia, e la casualità ha voluto che in questo weekend mi dovessi recare a Trento, dove ha sede l’associazione: ho consegnato la ciocca di persona ricevendo l’attestato”.