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Congresso Pd in Umbria, esposto di tre candidati contro la presentazione di Bori: "Evento ingannevole". Via il simbolo del Pd

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Candidati ormai ufficiali

Alessandro Antonini
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La presentazione della candidatura mascherata da evento di partito. Sostenendo questa tesi Francesco De Rebotti, Massimiliano Presciutti e Alessandro Torrini hanno presentato esposti alla commissione di garanzia e alla commissione del congresso regionale del Pd contro Tommaso Bori. Tutti e quattro sono candidati alla massima carica regionale dem. Domani alle 18 scade il termine per la presentazione delle 250 firme necessarie per partecipare, in base alle norme congressuali. L’iniziativa nel mirino è quella che si è svolta sabato 26 settembre all’auditorium Santa Caterina di Foligno. La commissione di garanzia si è espressa: reprimenda e censura. Nelle lettere pervenute si mette in evidenza che “la locandina di pubblicizzazione dell’ iniziativa del 26 settembre è ingannevole in quanto l’ iniziativa sembra promossa dal Pd, di cui compare il simbolo, e non da un comitato elettorale di un potenziale candidato come in effetti è, violando i principi di trasparenza e correttezza tanto più necessari in periodo congressuale in cui i candidati devono essere posti nelle condizioni di pari opportunità”. La commissione dei garanti “avendo visionato la prima locandina diffusa tramite social e la seconda modificata anch’essa in circolazione nei social”, rileva che in entrambe compare il simbolo del Pd “senza che ci sia stata alcuna autorizzazione della competente struttura del partito, nel caso specifico il commissario Walter Verini, rilasciata su motivata richiesta dei proponenti. Condizione necessaria, come già deliberato dalla commissione nazionale di garanzia, sull’ utilizzo del simbolo del Pd da parte degli iscritti”. Inoltre, la denominazione del comitato proponente, “che risulta essere il comitato elettorale di un potenziale candidato, non viene esplicitato in quanto tale ma appare come titolo dell’ iniziativa”. Da qui l’invito a tutti i candidati, da parte della presidente dei garanti, Maria Pia Bruscolotti, “ad attenersi per il futuro alle regole congressuali” e al comitato promotore dell’ iniziativa del 26 settembre “a rimuovere l’uso non autorizzato del simbolo del Pd e a rendere trasparenti i contenuti dell’ iniziativa e dei suoi promotori nei materiali di pubblicizzazione”. Il simbolo è stato rimosso. Concorda la commissione congresso, anche se specifica che i candidati ufficiali possono utilizzare il simbolo una volta ufficializzati. Perché - spiega la presidente Letizia Michelini - se da una parte nelle iniziative promosse da singoli iscritti “non possono essere richiamati impropriamente organismi di partito e l’utilizzo del simbolo del Pd senza autorizzazione”, dall’altra la commissione nazionale ha precisato “che i candidati ufficiali del Pd nelle varie consultazioni elettorali possono utilizzare il simbolo del partito con la correttezza e le modalità d’uso sancite dal codice etico”.