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Emergenza Covid, stop ai Baracconi di Perugia per rischi sanitari. I giostrai protestano: "Ignorato il nostro piano sicurezza"

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Alessandro Antonini
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Dopo il no a Eurochocolate arriva anche lo stop ai Baracconi. C’è il parere negativo della Usl sul fronte sanitario al Luna Park previsto dal 10 ottobre all’8 novembre. E’ quanto comunicato dall’assessore comunale Clara Pastorelli a una delegazione di operatori. 
L’ultima parola spetta ora al comitato tecnico scientifico che si riunirà la prossima settimana.
I giostrai hanno presentato un piano sicurezza anti Covid: con ingressi controllati, autocertificazioni, distanziamento assicurato in tutte le attrazioni, app immuni per tutti gli operatori e familiari (oltre 300 per 80 ditte) che hanno già preso possesso con i loro camper delle aree assegnate nel parcheggio di pian di Massiano. Ma per le autorità sanitarie non basta. “Abbiamo già pagato 9.200 euro tra allacci e corrente, più ogni ditta ha dato al comune mille euro di cauzione”, spiegano Vincenzo La Sala, Ugo Livero, Luciano Vassallo, Renzo Dancelli e Pierluigi Turconi. “Non capiamo il perché di questa scelta”, spiegano ancora, “visto che altre città hanno ospitato e ospitano i Luna Park. Sappiamo che non è una scelta in capo all’amministrazione, ma vogliamo evidenziare che i Baracconi sono un indotto diretto per noi operatori presenti per quasi un mese in città e indiretto per il pubblico che arriva da tutto il centro Italia. Per di più abbiamo presentato un piano sicurezza dettagliato, che limita le presenze nel numero di ottomila con regole precise per limitare al minimo i contatti. Pastorelli ha fatto sapere che in caso di stop definitivo del Luna Park gli operatori “potranno restare gratuitamente nel piazzale Umbria Jazz e saranno rimborsati delle spese già sostenute”.